La Difesa civica della Regione Lazio entra negli esami di maturità: il progetto che forma cittadini consapevoli conquista gli studenti.

Date of article: 07/07/2026

Daily News of: 07/07/2026

Country:  Italy

Author: Italian National Coordination Body of Regional and Autonomous Provinces Ombudsmen

Article language: it

Oltre l’80% degli studenti di un istituto superiore ha scelto di raccontare nel proprio “Capolavoro” l’esperienza vissuta con il progetto “Il Difensore civico tra i banchi di scuola”. Un riconoscimento che premia l’impegno della Difesa civica nella promozione dei diritti, della legalità e della cittadinanza attiva e apre la strada alla quarta edizione dell’iniziativa.

Ci sono risultati che non si misurano con numeri o statistiche, ma con la capacità di lasciare un segno nella vita delle persone. È quanto sta accadendo al progetto “Il Difensore civico tra i banchi di scuola”, promosso dalla Difesa civica della Regione Lazio, che in questi giorni di esami di Stato sta raccogliendo una delle testimonianze più significative del suo valore educativo.

Mentre migliaia di studenti affrontano il colloquio orale della maturità, arriva una notizia che rappresenta il riconoscimento più autentico del percorso intrapreso negli ultimi anni: in uno degli istituti superiori che hanno aderito all’iniziativa, oltre l’80% degli studenti ha scelto di inserire l’esperienza vissuta con il Difensore civico nel proprio “Capolavoro”, il percorso personale che racconta competenze, crescita e maturazione raggiunte durante gli studi.

Una comunicazione semplice, spontanea, ma dal forte valore simbolico, giunta direttamente da una docente dell’istituto:

“Buongiorno, ho il piacere di informarla che almeno l’80% degli studenti che stanno sostenendo l’esame di maturità ha inserito l’esperienza con il Difensore civico come proprio Capolavoro!”

Parole che raccontano molto più di un dato numerico. Raccontano di un progetto che è riuscito ad entrare nella quotidianità degli studenti, trasformando la conoscenza dei diritti, delle istituzioni e della cittadinanza attiva in un patrimonio personale destinato ad accompagnarli anche oltre il percorso scolastico.

 L’esperienza della Difesa civica nelle scuole si conferma oggi una delle iniziative più innovative nel panorama dell’educazione civica regionale. Un percorso che non si limita a trasmettere nozioni, ma coinvolge direttamente gli studenti, stimolandoli a riflettere sul significato della legalità, dei diritti, dei doveri, della partecipazione democratica e del ruolo delle istituzioni.

Non sono mancati, nelle prime fasi del progetto, momenti di confronto e qualche iniziale difficoltà nel far comprendere pienamente alle comunità scolastiche la funzione della Difesa civica. Oggi, però, i risultati parlano da soli.

Quando un’attività educativa viene scelta dagli studenti come parte integrante del proprio percorso di maturazione personale, significa che ha saputo incidere realmente nella loro formazione, diventando esperienza vissuta e non semplice attività didattica.

 “Questo messaggio – dichiara il Difensore civico della Regione Lazio, dott. Marino Fardelli – rappresenta uno dei riconoscimenti più autentici ed emozionanti del lavoro svolto in questi anni.

Sapere che tanti studenti abbiano scelto di raccontare, durante l’esame di maturità, l’esperienza vissuta insieme alla Difesa civica significa aver raggiunto l’obiettivo più importante: contribuire alla formazione di cittadini più consapevoli, responsabili e partecipi della vita democratica.

Il valore di questo progetto non risiede soltanto nei contenuti trasmessi, ma soprattutto nella capacità di entrare nella vita reale dei ragazzi, suscitando riflessioni, sviluppando senso critico e rafforzando la cultura dei diritti, del rispetto e della partecipazione.

È questa la strada che intendiamo continuare a percorrere, rafforzando ulteriormente un’iniziativa che oggi rappresenta una delle esperienze più significative di educazione civica promosse dalle istituzioni regionali.”

 Sulla scia dei risultati ottenuti, la Difesa civica della Regione Lazio è già al lavoro per l’organizzazione della IV edizione del progetto “Il Difensore civico tra i banchi di scuola”, relativa all’anno scolastico 2026-2027.

Il nuovo percorso prevede un programma ancora più articolato che comprenderà:

  • l’evento inaugurale presso il Consiglio regionale del Lazio nel mese di ottobre 2026;
  • incontri formativi negli istituti scolastici aderenti;
  • distribuzione di materiali didattici e informativi;
  • il concorso “Diventa Difensore civico per un giorno”, dedicato alla realizzazione di elaborati multimediali, artistici e creativi;
  • la valutazione dei lavori da parte di un’apposita Commissione.

Il progetto culminerà nell’aprile 2027 con un grande evento istituzionale presso il Consiglio regionale del Lazio, che vedrà la partecipazione di studenti, dirigenti scolastici, docenti, rappresentanti delle istituzioni e delle realtà coinvolte.

 Nel corso della manifestazione conclusiva sarà inoltre organizzata la seconda edizione del Premio “Caterina Sparagna”, istituito per ricordare una giovane studentessa protagonista della prima edizione del progetto, il cui entusiasmo e il cui esempio hanno lasciato un’impronta profonda nella comunità scolastica.

Il riconoscimento premierà studenti e istituti che si saranno distinti nella promozione dei valori della solidarietà, dell’inclusione, della legalità, della tutela dei diritti e della cittadinanza attiva.

 L’esperienza maturata dalla Difesa civica della Regione Lazio sta suscitando crescente interesse anche oltre i confini nazionali.

Diversi Difensori civici europei hanno infatti manifestato l’intenzione di approfondire e replicare il modello sviluppato nel Lazio, riconoscendolo come una buona pratica nell’ambito dell’educazione civica e della promozione della cultura dei diritti tra le giovani generazioni.

Un riconoscimento che conferma il valore strategico dell’iniziativa e rafforza il ruolo della Difesa civica del Lazio quale laboratorio di innovazione istituzionale e punto di riferimento nella diffusione della cultura della cittadinanza attiva.

 “Il Consiglio regionale del Lazio, attraverso la Difesa civica – conclude Marino Fardelli – si conferma sempre più un punto di riferimento istituzionale e culturale nella tutela dei diritti dei cittadini e nella promozione della partecipazione delle nuove generazioni.

Educare i giovani alla cittadinanza significa rafforzare le basi della nostra democrazia e costruire una società più consapevole, inclusiva e responsabile. Per questo continueremo ad investire con convinzione in questo progetto, certi che ogni ragazzo coinvolto rappresenti una risorsa preziosa per il futuro della nostra comunità.

Desidero infine rivolgere un sentito ringraziamento al Presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, per la costante vicinanza istituzionale, la fiducia e la piena condivisione di un percorso che mette al centro i giovani, la cultura dei diritti e la formazione di cittadini sempre più consapevoli.”

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European Ombudsman Good Administration Award goes to Europol for project to help online safety for young people

Date of article: 03/07/2026

Daily News of: 03/07/2026

Country:  EUROPE

Author:

Article language: en

Europol has won the 2026 European Ombudsman Award for Good Administration for a game designed to help children learn how to be safe online.

By encouraging players to deal with different types of cybercrime such as fraud, identity theft, and online grooming, the ‘Cyber Defenders’ game on Roblox aims to increase young people's digital resilience.  

“I congratulate Europol for this initiative to keep young people safe online. The Cyber Defenders game is an excellent example of innovative thinking by an EU institution, and it is even more special for benefiting our youngest citizens,” said European Ombudswoman Teresa Anjinho.

Speaking about the overall quality of the 48 projects submitted for the Award of Good Administration, the Ombudswoman added:

“This year’s nominations highlighted the quality of the work of the EU institutions with projects clearly driven by dedication and a strong commitment to public service and good administration.” 

The winners were announced by the Ombudswoman during a ceremony in Brussels on 30 June with Tony Murphy, the President of the European Court of Auditors, as the keynote speaker.

The Award recognises actions by the EU public administration that have a visible and positive impact on the lives of citizens. Alongside the overall winner, prizes in four categories were awarded as well as a public vote winner.

Awards 2026 - Thumbnail overall winner

List of the category award winners

European Climate Pact: Citizens Driving Europe’s Climate Action (European Commission)
Excellence in citizen/civil society participation

DiscoverEU Inclusion Action – Opening Europe to all young people (European Commission)
Excellence in diversity and inclusion

Cyber Defenders: Building digital resilience through a Roblox game (Europol)
Excellence in technological innovation and the use of AI

EU Law Tracker: following the legislative process (European Commission, European Parliament, Council of EU)
Excellence in open administration

Winner of the public vote

European Climate Pact: Citizens Driving Europe’s Climate Action

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Ombudsman’s Office brings together current and former staff members to mark the 50th anniversary of opening to the public

Date of article: 26/06/2026

Daily News of: 03/07/2026

Country:  Portugal

Author:

Article language: en

As part of its 50th-anniversary celebrations, the Ombudsman’s Office organised a gathering on 25 June for current and former staff members, marking five decades of service in defending citizens’ rights, freedoms and guarantees.

The event brought together figures who have shaped the institution’s history, such as the first Deputy Ombudsman, Luís Lingnau da Silveira, who served during the term of office of the first Ombudsman, Colonel Manuel da Costa Braz. Also present were former Ombudsmen Professor José de Faria Costa and Councillor Alfredo José de Sousa.

The event took place in the month marking the 50th anniversary of the institution opening its doors to the public. It was on 9 June 1976 that the institution began its work at its premises at 38 Avenida 5 de Outubro, in Lisbon. The institution is currently based at the Palácio Vilalva in Lisbon.

You can find out more about who we are and what we do here.

 

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Le Médiateur rencontre l'ONE : dialogue et complémentarité au service des familles

Date of article: 01/07/2026

Daily News of: 03/07/2026

Country:  Belgium - Wallonia and Federation of Wallonia-Brussels

Author:

Article language: fr

Le Médiateur de la Wallonie et de la Fédération Wallonie-Bruxelles, Nicolas Lagasse, a rencontré le 4 juin 2026 Déborah Dewulf, Administratrice générale de l'Office de la Naissance et de l'Enfance (ONE), accompagnée de Tania Dubrulle, Directrice de la Direction juridique. Cette rencontre s'inscrit dans la tournée que le Médiateur effectue auprès des hauts fonctionnaires de la Fédération Wallonie-Bruxelles, du Service public de Wallonie et des organismes d'intérêt public.

Le rôle du Médiateur : un dialogue au service de la bonne administration

Nicolas Lagasse a présenté les missions de son institution et rappelé les normes ombuds — les principes de bonne administration qui guident son action. Il a souligné sa volonté de privilégier le dialogue direct avec les administrations, dans un esprit de soutien face aux défis managériaux qu'elles rencontrent : porter une vision au profit des citoyens, conduire des transformations organisationnelles et accompagner l'adhésion du personnel.  Cet accompagnement s'inscrit plus largement dans la mission du Médiateur de promouvoir et de consolider les bonnes pratiques administratives, afin que les droits des citoyens trouvent dans l'action quotidienne des services publics leur pleine et effective réalisation.

L'ONE en pleine transformation

Déborah Dewulf a présenté son institution : près de 1 900 travailleurs, un budget de 780 millions d'euros, et un contrat de gestion prolongé d'un an dans l'attente d'un nouveau projet en cours de discussion — un enjeu majeur en termes de gouvernance, avec notamment une plus grande transversalité dans la structure. L'ONE est actuellement engagée dans une transformation organisationnelle profonde, avec une orientation renforcée vers les usagers.

La directrice générale et le Médiateur ont également convenu de réviser leur protocole d'accord, afin de rendre leur collaboration plus efficace au service des réclamants : une meilleure réactivité, une accessibilité renforcée et un dialogue plus fluide dans le suivi des dossiers — notamment grâce à la désignation de points de contact uniques (SPOC) au sein de l'Office — sont autant de leviers qui permettront au Médiateur d'’assurer le suivi des réclamations des usagers avec davantage d'efficience.

Des thématiques concrètes pour les familles

Cette rencontre a été l'occasion de passer en revue les trajets d'amélioration des pratiques administratives engagés par l'ONE, d'examiner les différentes compétences et chantiers en cours, et d'aborder les points de friction identifiés dans les matières où le Médiateur relève un certain nombre de réclamations.

La qualité des réponses apportées aux citoyens et la motivation des décisions administratives ont été au cœur des discussions, tout comme la question de la transparence dans le calcul du tarif forfaitaire dans les milieux d'accueil, source de perte de confiance pour les familles. La question de l’adoption ou encore la pénurie de places en crèches et le système de priorité ont également été évoqués — l'ONE a indiqué travailler à la finalisation d'une plateforme dédiée au cadastre des places dans les milieux d'accueil, destinée à améliorer l'information et l'orientation des familles.

Un dialogue institutionnel à poursuivre

Cette rencontre a permis de réaffirmer la complémentarité entre le Médiateur et l'ONE, dans une logique partagée d'amélioration continue des services rendus aux familles. Nicolas Lagasse se réjouit de la qualité des échanges et de l'ouverture manifestée par l'Administratrice générale et son équipe, et entend poursuivre ce dialogue dans les mois à venir.

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Opinion on the Draft Act Strengthening the Application of the Right to Equal Pay for Men and Women for Equal Work or Work of Equal Value

Date of article: 30/06/2026

Daily News of: 03/07/2026

Country:  Poland

Author:

Article language: en

The Commissioner for Human Rights submitted an opinion to the Minister of Family, Labour and Social Policy regarding the draft Act on strengthening the application of the right to equal remuneration for men and women for equal work or work of equal value (No. UC127).

The purpose of the draft legislation is to implement into the Polish legal system Directive (EU) 2023/970 of the European Parliament and of the Council, which aims to strengthen the application of the principle of equal pay for men and women for the same work or work of equal value through pay transparency measures and enforcement mechanisms.

The draft provides for the establishment of a Commission for the Prevention of Discrimination in Employment, which is also intended to serve as an equality body. Both in terms of its personal scope (grounds of prohibited discrimination) and its material scope (areas in which discrimination is prohibited), the mandate of the Commissioner for Human Rights, defined primarily in the Act on the Commissioner for Human Rights, overlaps with the proposed mandate of the Commission.

This would result in the creation of a second equality body—alongside the Commissioner for Human Rights within the meaning of EU directives—whose mandate would be limited to the field of employment. In this regard, reference is made to Directive (EU) 2024/1500 of the European Parliament and of the Council of 14 May 2024, establishing standards for equality bodies in the field of equal treatment and equal opportunities between women and men in matters of employment and occupation and amending Directives 2006/54/EC and 2010/41/EU.

The latter conclusion arises not from the wording of the draft itself but from its explanatory memorandum. Given that the Commission’s mandate is not limited to a specific category of persons, clarification is required as to whether the Commission will also serve as an equality body in the field of employment within the meaning of Directive (EU) 2024/1499 of 7 May 2024 on standards for equality bodies in the areas of equal treatment irrespective of racial or ethnic origin; equal treatment in employment and occupation irrespective of religion or belief, disability, age, or sexual orientation; equal treatment of women and men in matters of social security; and equal treatment in access to and supply of goods and services, as well as amending Directives 2000/43/EC and 2004/113/EC.

The overlap of competences, as well as potential disputes regarding the respective mandates of equality bodies that may arise upon the entry into force of the proposed legislation, could have been avoided by creating a single equality body that complies with the standards set out in the above-mentioned directives.

One notable feature that clearly distinguishes the Commissioner for Human Rights from the Commission for the Prevention of Discrimination in Employment is that the Ombudsman’s mandate is limited to vertical disputes (between individuals and public authorities), whereas no such limitation would apply to the Commission.

The establishment of an equality body competent to resolve horizontal disputes (between private parties) implements a long-standing recommendation of the Commissioner for Human Rights and addresses a gap in protection against discrimination resulting from the Ombudsman’s limited mandate. Nevertheless, with regard to areas other than employment, there will still be no equality body whose mandate covers disputes between private entities to the extent required by Directive (EU) 2024/1499.

XI.022.6.2026

https://bip.brpo.gov.pl/pl/content/rpo-projekt-wynagrodzenia-plcie-opinia-mrpips

 

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