Ángel Gabilondo, galardonado por su compromiso con el diálogo, la igualdad y la cohesión social

Date of article: 25/06/2026

Daily News of: 26/06/2026

Country:  Spain

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Article language: es

El Defensor del Pueblo, Ángel Gabilondo, ha recibido este jueves el Premio Fundación de Estudios Rurales 2026, en la categoría de Política, Economía y Ciencias Sociales, que concede la Unión de Pequeños Agricultores y Ganaderos (UPA), por su “compromiso con el diálogo, la igualdad y la cohesión social”. 

Ángel Gabilondo ha recogido el galardón de manos del ministro de Agricultura, Pesca y Alimentación, Luis Planas, del secretario general de UGT, Pepe Álvarez y del secretario general de UPA, Cristóbal Cano, en un acto celebrado en el Ateneo de Madrid.

La UPA ha querido reconocer la trayectoria de Ángel Gabilondo tanto en el ámbito académico como en el servicio público, destacando “su capacidad para promover el entendimiento, el diálogo y el consenso como herramientas fundamentales para fortalecer la convivencia democrática”.

La organización que concede este reconocimiento ha subrayado, asimismo, “la sensibilidad del galardonado hacia los desafíos que afrontan amplias capas de la sociedad, especialmente en ámbitos como la igualdad de oportunidades, el acceso a los servicios públicos y la lucha contra las desigualdades territoriales, cuestiones estrechamente ligadas al presente y al futuro del medio rural español”

A juicio de la entidad que otorga estos galardones, Ángel Gabilondo “ha contribuido a enriquecer el debate público desde la reflexión, el rigor intelectual y la defensa de una ciudadanía comprometida con los valores democráticos”.

Ángel Gabilondo, al recoger el premio, ha agradecido la generosidad de quienes lo conceden “sin ella sería inexplicable esta distinción”. Y ha afirmado que “este reconocimiento es para quienes trabajan conmigo por los derechos y la dignidad y es también una llamada a mi propia responsabilidad, una llamada de efecto a mi compromiso”. Gabilondo se ha mostrado orgulloso de compartir este reconocimiento con el resto de los galardonados a “quienes respeto y admiro”, ha asegurado. 

En esta edición también han resultado premiados las Brigadas BRIF de Refuerzo en Incendios Forestales; los municipios de Grazalema y Cabezuela del Valle; los servicios de conciliación organizados por FADEMUR en Salamanca y Palencia; el sindicalista Ignacio Senovilla; el realizador audiovisual Coronado Romero; el fundador de UPA en Jaén, Ramón Ruíz (a título póstumo) y los periodistas Silvia Intxaurrondo y Jacob Petrus. 

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Ucraina, prestigioso riconoscimento a Marino Fardelli dal Governatore della Regione di Leopoli per l’impegno nella cooperazione istituzionale e nella tutela dei diritti.

Date of article: 25/06/2026

Daily News of: 26/06/2026

Country:  Italy

Author: Italian National Coordination Body of Regional and Autonomous Provinces Ombudsmen

Article language: it

Un importante riconoscimento internazionale è stato conferito a Marino Fardelli, Difensore Civico della Regione Lazio e Presidente del Coordinamento Nazionale dei Difensori Civici italiani, dal Governatore della Regione di Leopoli, Maksym Kozytskyi, per il lavoro svolto negli ultimi anni nel rafforzamento della cooperazione tra la Regione Lazio e la Regione di Leopoli nel campo della difesa civica, della tutela dei diritti dei cittadini e della partecipazione democratica.

Il prestigioso encomio rappresenta il riconoscimento di un percorso istituzionale costruito attraverso il dialogo, la collaborazione tra enti territoriali e la realizzazione di numerose iniziative comuni volte a promuovere la cultura dei diritti, la buona amministrazione e la vicinanza delle istituzioni ai cittadini.

«Accolgo questo riconoscimento con profonda emozione e sincera gratitudine – ha dichiarato Fardelli – perché rappresenta non soltanto un risultato personale, ma il frutto di un lavoro condiviso tra istituzioni, amministratori e comunità che hanno creduto nella forza della cooperazione internazionale e nel valore universale della tutela dei diritti umani».

Tra le iniziative che hanno caratterizzato la collaborazione tra Lazio e Leopoli, particolare rilievo ha assunto il coinvolgimento di giovani studenti universitari ucraini nelle Conferenze Internazionali dei Difensori Civici e in altre attività istituzionali promosse in Italia. Un’esperienza che ha consentito a molti ragazzi di confrontarsi con realtà diverse, approfondire i temi della cittadinanza attiva e acquisire nuove competenze nel campo della partecipazione democratica.

«Ho sempre ritenuto fondamentale investire nelle nuove generazioni – ha aggiunto Fardelli – perché i giovani rappresentano il ponte più solido tra i popoli e la migliore garanzia per costruire un futuro fondato sulla pace, sulla cooperazione e sul rispetto reciproco».

Nel corso della cerimonia, Fardelli ha inoltre ricevuto la Croce di Benemerenza, consegnata da Taras Podvirnyy, Rappresentante del Commissario per i Diritti Umani del Parlamento dell’Ucraina nella Regione di Leopoli e delegato dell’Ombudsman ucraino.

«Desidero esprimere il mio più sentito ringraziamento all’amico e collega Taras Podvirnyy – ha dichiarato Fardelli – con il quale negli anni si è consolidato un rapporto di stima, fiducia e collaborazione istituzionale. In un periodo particolarmente complesso per l’Ucraina, abbiamo lavorato insieme nella convinzione che la difesa dei diritti delle persone debba sempre rappresentare una priorità dell’azione pubblica».

Il Presidente del Coordinamento Nazionale dei Difensori Civici italiani ha infine rivolto un pensiero al popolo ucraino, sottolineandone il coraggio, la dignità e la straordinaria capacità di resilienza dimostrati negli ultimi anni.

«L’Ucraina rappresenta oggi un esempio di forza e determinazione per l’intera Europa. Ho avuto il privilegio di conoscere da vicino la generosità e la tenacia del popolo ucraino e porterò sempre nel cuore l’affetto, l’amicizia e la fiducia che mi sono stati dimostrati».

Il riconoscimento conferma il valore delle relazioni istituzionali costruite negli anni tra il Lazio e la Regione di Leopoli e rafforza ulteriormente l’impegno comune nella promozione dei diritti, della partecipazione democratica e della cooperazione internazionale.

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Launch of complaints handling standards for government departments

Date of article: 24/06/2026

Daily News of: 24/06/2026

Country:  United Kingdom - Northern Ireland

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Article language: en

Today (24 June) we are launching new standards for complaint handling which must be followed by all government departments and relevant arm’s length bodies.

The new standards require detailed recording of complaints alongside analysis to identify learning and drive improvement. An oversight role for non-executives in scrutinising complaint culture and performance is also a key change. 

Public bodies are expected to consider the information they have about complaints alongside whistleblowing information, internal audit reports, staff grievances or concerns to help identify where more systemic failings may have occurred.

The standards are supported by the sector specific Model Complaint Handling Procedures (MCHP), which will ensure a more consistent, person-centred approach to managing complaints across. New online training resources also support staff who have a role in managing and overseeing complaints.

Margaret Kelly, the Northern Ireland Public Services Ombudsman, said: 

“The new approach seeks a change in culture. It emphasises that public bodies are expected to acknowledge where things have gone wrong and seek to put them right. 

Too often public bodies have received complaints which indicate a wider problem, but they have not been recorded or acted upon, and unfortunately, we have often seen this come out in subsequent public inquiries. It is critical that the civil service and their arm’s length bodies embrace the change in culture and use complaints as an opportunity for openness, improvement and learning.” 

Commenting ahead of the launch, Head of the Northern Ireland Civil Service, Jayne Brady said:

"Publication of the Model Complaint Handling Procedures marks an important milestone in how government departments and arm's length bodies listen and respond to the people they serve. 

By adopting them, we are making a clear public commitment to transforming the culture around complaints across the entire civil service which will ensure that when things go wrong, we acknowledge it, learn from it, and do better."

The overhaul follows the findings from a recent survey which shows that while more than half of the population (55%) felt unhappy with a public service over the last five years, fewer than half of those people made a complaint.

Respondents told the survey that they felt the system was too hard to navigate, with 71% of those who chose not to complain saying it wouldn’t change anything. 

 

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Uffici regionali a portata di cittadino: a Forlì il nuovo sportello del Difensore civico

Date of article: 22/06/2026

Daily News of: 24/06/2026

Country:  Italy - Emilia-Romagna

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Article language: it

Al taglio del nastro presenti il presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri, il Difensore civico regionale Guido Giusti e il presidente della Provincia di Forlì-Cesena Enzo Lattuca

Un ritardo che non si sblocca, una pratica ferma da mesi, una risposta che non arriva: quando il rapporto con la pubblica amministrazione si inceppa, i cittadini della Romagna avranno un punto di riferimento più vicino.

Il Difensore civico dell’Emilia-Romagna, infatti, aprirà a Forlì il suo secondo sportello territoriale, dopo quello attivato lo scorso anno a Reggio Emilia grazie alla collaborazione con la Provincia.

Lo sportello territoriale

Da settembre il Difensore civico dell’Emilia-Romagna sarà presente anche a Forlì con uno sportello territoriale che aprirà il secondo martedì di ogni mese, dalle 10 alle 13, presso la sede della Provincia di Forlì-Cesena (Piazza Giovan Battista Morgagni, 9). Si tratta del secondo presidio territoriale attivato in Emilia-Romagna, dopo quello inaugurato a Reggio Emilia nel 2025 grazie alla collaborazione con la Provincia, nell’ambito di un percorso volto a rafforzare la prossimità dei servizi e la tutela dei diritti dei cittadini.

L’inaugurazione del nuovo ufficio è avvenuta negli uffici della Provincia di Forlì-Cesena alla presenza del presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri, del Difensore civico regionale Guido Giusti, del presidente della Provincia di Forlì-Cesena Enzo Lattuca, di Cecilia Barilli, Consigliera comunale e provinciale di Reggio Emilia con delega alla legalità e della Consigliera regionale Valentina Ancarani.

Le dichiarazioni

“Questa nuova apertura – ha detto il presidente Maurizio Fabbri – rientra nell’obiettivo che ci siamo dati di rendere l’Assemblea legislativa e i suoi servizi sempre più vicini ai cittadini. Da un lato tutela i diritti dei cittadini, dall’altro, migliora il funzionamento della pubblica amministrazione”.

“Ringrazio la Provincia di Forlì-Cesena – spiega il Difensore civico regionale Guido Giusti – che ha creduto da subito in questo progetto, oggi pienamente consolidato e non più sperimentale. L’esperienza avviata a Reggio Emilia ha infatti prodotto risultati molto positivi, confermando l’efficacia di un presidio territoriale in grado di avvicinare la difesa civica ai cittadini. Non si tratta di un percorso scontato: ci sono Regioni che non hanno istituito la figura del Difensore civico e altre che, pur avendola prevista, non hanno provveduto alla nomina. In Emilia-Romagna, invece, possiamo contare su una forte collaborazione istituzionale. I risultati raggiunti dalla difesa civica sono possibili grazie alla disponibilità e alla maturità delle pubbliche amministrazioni nel confronto con i cittadini e con il nostro ufficio. Quella che inauguriamo oggi non è semplicemente una nuova sede, ma una scelta precisa: rendere la tutela dei diritti sempre più accessibile, vicina alle persone e radicata nei territori, affinché ogni cittadino possa trovare un punto di riferimento concreto nell’esercizio dei propri diritti”.

“La Regione Emilia-Romagna – commenta il presidente della provincia di Forlì-Cesena Enzo Lattuca – ha accolto la nostra disponibilità ad aprire sul territorio una nuova sede dello sportello del Difensore civico. Crediamo nel valore della sua funzione e nella necessità di renderla sempre più accessibile e vicina alle persone. La collaborazione con la Regione Emilia-Romagna si inserisce in un percorso di lavoro comune, finalizzato a creare sinergie efficaci e a garantire una presenza concreta e capillare dei servizi sul territorio. Le difficoltà nei rapporti con la pubblica amministrazione si manifestano spesso attraverso ritardi, pratiche che si arenano o risposte che tardano ad arrivare. Disporre di un presidio dedicato all’ascolto, all’orientamento e alla tutela dei diritti significa offrire ai cittadini un punto di riferimento qualificato, capace di accompagnarli e aiutarli a trovare risposte”.

Il servizio

Una volta al mese, il personale dell’Ufficio di difesa civica regionale sarà presente nella sede della Provincia per ricevere i cittadini, ascoltare le segnalazioni, orientarli fra uffici e procedure e raccogliere istanze relative a disfunzioni, ritardi o criticità nei rapporti con le amministrazioni pubbliche. Il servizio è gratuito e offre uno strumento rapido, informale e accessibile per favorire il dialogo con la pubblica amministrazione e contribuire alla tutela dei diritti. La presenza stabile sul territorio consentirà inoltre di rafforzare il rapporto con la struttura amministrativa provinciale, in una logica di collaborazione istituzionale a beneficio degli utenti.

Con questa seconda apertura, la difesa civica regionale conferma una direzione di lavoro: ridurre la distanza tra istituzioni e persone e rendere più effettivi gli strumenti di garanzia dei diritti. Al servizio si potrà accedere previa prenotazione seguendo le modalità consultabili su questo sito.

 

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Acto de entrega de los Premios Valedora do Pobo 2026.

Date of article: 24/06/2026

Daily News of: 24/06/2026

Country:  Spain - Galicia

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Article language: es

El pasado viernes día 19 tuvo lugar en el salón de Grados de la Facultad de Matemáticas de la Universidad de Santiago de Compostela la ceremonia de entrega de la sexta edición de los Premios Valedora do Pobo, promovidos por esta institución y con la colaboración de las tres universidades gallegas.

En el acto, presidido por Lorena Añón, Vicerrectora de Estudiantado, Igualdad, Diversidad y Bienestar de La Universidad de Santiago de Compostela, intervinieron la directora de la Unidad de Igualdad de la Universidad de Vigo, Yolanda Rodríguez Castro; la directora de la Oficina de Igualdad de Género de la Universidad de la Coruña Mª José Abad; la conselleira de Política Social e Igualdad de la Xunta, Fabiola García Martínez y la valedora do Pobo, Dolores Fernández Galiño, además de las cuatro ganadoras y de María Maneiro, que fue la encargada de la ponencia invitada.

 

Con el título “Mujeres sin Voz”, María Maneiro explica como transformó los retos de una parálisis cerebral del 86% en una capacidad de superación y adaptación excepcional. Como, donde muchos ven una limitación, ella desarrolló una metodología de vida, la de encontrar soluciones creativas donde otros solo ven barreras.

María es graduada en Publicidad, posee un máster en Arte Publicitario y otro en Periodismo Audiovisual. Actualmente está cursando Periodismo. Traslada que entre 2027 y 2022 cursó más de 20 formaciones complementarias: ¿por qué tantas? Porque, explica, cuando el mundo te pone límites, tú decides que tu mente sea infinita. La verdadera lucha no es contra la condición física, sensorial o cognitiva, es contra los prejuicios, añade. Además aclara que la discapacidad es parte de la diversidad humana.

María estuvo en la Editorial Galaxia, Fundación ONCE, Televisión de Galicia y este último año ha sido becaria en la Institución de la Valedora do Pobo.

Es miembro de Mujeres Referentes de Galicia y hace valer el mensaje de que la voluntad y la formación son las únicas medidas reales del talento.

Concluye en su intervención diciendo que busca un mundo en el que no nos defina lo que no podemos hacer, sino la huella que dejamos al hacerlo a nuestra manera.

 

En relación a los trabajos premiados, fueron los siguientes:

 

TFGs

 

De tercera a primera persona: la necesidad de un cambio en el relato artístico de la prostitución. Autora: Laura Carballido Méndez. Universidad de Santiago de Compostela.

Este Trabajo de Fin de Grado denuncia que la historia del arte ha contribuido a construir y perpetuar un relato patriarcal sobre la prostitución, oscilando entre la romantización y la marginación según la clase social. Propone, desde una perspectiva feminista abolicionista, revisar la iconografía (de la cerámica griega al cine contemporáneo) para evidenciar la mirada masculina y la violencia estructural que normalizan la explotación sexual. A través del análisis comparado de obras y discursos culturales, el estudio cuestiona la legitimación estética del “espectáculo” prostitucional y visibiliza sus consecuencias, incluida la violencia extrema. Frente a esa narrativa en tercera persona, reivindica el cambio hacia testimonios y producciones en primera persona.

 

Violencia en la pornografía y su impacto en las prácticas sexuales de los jóvenes universitarios/as: Un estudio cualitativo en la UdC. Autora: Jimena Cardona Felipe. Universidad de A Coruña.

El TFG “Violencia en la pornografía y su impacto en las prácticas sexuales de los jóvenes universitarios/as: un estudio cualitativo en la UDC” analiza cómo la pornografía online dominante reproduce imágenes y guiones sexuales atravesados por violencia y desigualdad de género, con el placer masculino como eje y las mujeres en roles de sumisión y disponibilidad. Para ello combina observación participante virtual 100 vídeos y 12 entrevistas en profundidad a estudiantes de 18-25 años. Concluye que la pornografía actúa como pedagogía sexual informal, por lo que se plantea la necesidad de educación afectivo-sexual crítica centrada en consentimiento, límites y relaciones igualitarias.

 

TFMs

 

Los derechos afectivos y sexuales de las mujeres mayores: un estudio piloto en una gran urbe gallega y su área metropolitana. Autora: Genoveva Gundín González. Universidad de A Coruña

Este TFM analiza, desde un enfoque feminista, crítico e interseccional, la situación de los derechos afectivos y sexuales de mujeres mayores de 65 años mediante un estudio piloto en A Coruña y su área metropolitana, combinando técnicas cuantitativas y cualitativas. La investigación evidencia carencias de educación afectivo-sexual, estigmas edadistas y mandatos patriarcales que condicionan el bienestar, el deseo y la autonomía. Como respuesta aplicada, diseña una propuesta socioeducativa replicable basada en Círculos de Mujeres, Grupos de Ayuda Mutua, Aprendizaje Colaborativo/Cooperativo e Ikigai, orientada al empoderamiento y la resignificación positiva de la sexualidad en la vejez. El objetivo final es visibilizar estos derechos, fortalecer redes de apoyo y promover su reconocimiento social y político.

 

La transposición anticipada de la Directiva (UE) 2024/1385 como vía para una protección integral frente a la violencia de género en España. Autora: Aldara Tubío Pereira. Universidad de Santiago de Compostela.

El trabajo diagnostica que el sistema español de violencia de género, pese a ser pionero, sigue siendo estructuralmente incompleto porque la LO 1/2004 limita la protección integral a la violencia en el ámbito de la pareja o expareja, dejando fuera otras violencias (sexual, digital, económica, institucional, trata, etc.). Sostiene que la Directiva (UE) 2024/1385 aporta una definición amplia y estructural, alineada con estándares internacionales y la Carta de Derechos Fundamentales, y que su transposición anticipada (sin esperar a 2027) permitiría corregir exclusiones y desigualdades reales en el acceso a justicia, recursos y asistencia. Analiza además reformas españolas recientes como avances parciales y diferidos que no resuelven la fragmentación normativa. Como aportación doctrinal, propone explorar un “efecto directo anticipado” para disposiciones claras, precisas e incondicionales de la Directiva, a fin de extender de inmediato la tutela. Concluye reclamando una reforma estructural y coordinada que use la Directiva como oportunidad para garantizar una protección igualitaria y efectiva de los derechos fundamentales.

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