CAL Lazio – Riunito l’Ufficio di Presidenza

Date of article: 29/01/2026

Daily News of: 30/01/2026

Country:  Italy - Lazio

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Article language: it

ROMA – Si è svolta nella mattinata di mercoledì 28 gennaio, presso la sede regionale di via della Pisana, la seduta dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio delle Autonomie Locali del Lazio (CAL).

Alla riunione hanno preso parte la Presidente Luisa Piacentini, i Vicepresidenti Giammarco Florenzani e Pietro Nocchi, e il Consigliere Segretario Armando Cipolloni. Nel corso dei lavori sono stati approvati all’unanimità tutti i punti all’ordine del giorno, confermando il clima di condivisione e la piena operatività dell’organo.

In apertura di seduta è stato presentato il nuovo Direttore assegnato agli organismi del CAL, il dott. Giorgio Venanzi, al quale la Presidente Piacentini, a nome dell’intero Ufficio di Presidenza, ha rivolto un caloroso benvenuto, formulando i migliori auspici di buon lavoro.

Contestualmente, la Presidente ha voluto esprimere un ringraziamento sentito e pubblico al dott. Giulio Naselli, Dirigente uscente del CAL, per il percorso svolto e per il contributo determinante offerto al rilancio dell’istituzione.

«Il dott. Naselli – ha dichiarato Luisa Piacentini – ha saputo garantire un vero cambio di passo al CAL, imprimendo uno slancio nuovo e una visione più moderna al nostro lavoro. La sua presenza è stata determinante e ha lasciato un’impronta positiva e proficua nel rapporto tra il CAL e gli enti locali».

Nel suo intervento di commiato, Giulio Naselli ha ringraziato l’Ufficio di Presidenza ed espresso parole di stima nei confronti della Presidente Piacentini, lodandone caparbietà, tenacia e competenza, dichiarandosi soddisfatto di aver potuto contribuire al rafforzamento del CAL e al dialogo con le autonomie locali. La Presidente, nel salutarlo, ha auspicato di poter continuare ad avvalersi in futuro delle sue opinioni e collaborazioni.

Nel corso della seduta è stato affrontato il tema degli impegni di spesa e del bilancio finanziario del CAL Lazio, ritenuto un passaggio centrale per garantire continuità e solidità all’azione istituzionale.

«Ringrazio il Presidente del Consiglio regionale e l’Ufficio di Presidenza – ha poi affermato Luisa Piacentini – per aver accolto le nostre proposte, consentendo al CAL di operare con strumenti adeguati alle responsabilità che è chiamato a svolgere».

Ampio spazio è stato dedicato alla programmazione istituzionale per il 2026, che vedrà il CAL proseguire il proprio percorso sui territori, continuando a “girare” le province del Lazio per rafforzare la vicinanza agli enti locali e istituire tavoli di concertazione tra Regione e territori, affrontando tematiche strategiche come scuola, trasporto pubblico locale e servizi essenziali.

Tra i punti qualificanti della seduta anche:

  • La programmazione degli eventi istituzionali;
  • Il rafforzamento della concertazione con gli assessori regionali;
  • Le iniziative del CAL sui territori;
  • Il coordinamento nazionale dei CAL, che vede proprio il CAL del Lazio promotore di un’iniziativa volta a riunire i Consigli delle Autonomie Locali di tutta Italia, con uno sguardo attento anche ai rapporti con le istituzioni europee.

Un capitolo rilevante è stato inoltre dedicato al tema della formazione, particolarmente caro al Consigliere Segretario Armando Cipolloni, che ne ha caldeggiato l’importanza. In particolare, l’attenzione è rivolta ai segretari comunali, chiamati a redigere pareri per la Corte dei Conti e a confrontarsi quotidianamente con aggiornamenti normativi e riforme, un’esigenza avvertita soprattutto dai piccoli comuni, spesso in difficoltà nella gestione degli adempimenti amministrativi.

Nel corso dei lavori si è infine discusso dell’attivazione delle Commissioni del CAL: a seguito dell’approvazione dell’apposito regolamento, sono state istituite quattro commissioni, passaggio propedeutico alla piena attuazione delle stesse.

Sul punto è intervenuto anche il Vicepresidente Pietro Nocchi, che ha sottolineato come il percorso avviato dal CAL stia trovando concreta attuazione anche attraverso la presenza sui territori:

«Tra i prossimi appuntamenti – ha evidenziato Nocchi – è previsto un evento in provincia di Viterbo, sulla scia delle positive esperienze già realizzate ad Arce, in provincia di Frosinone, e ad Ariccia, nella Città Metropolitana di Roma. Un metodo di lavoro che rafforza il dialogo diretto con gli enti locali».

Nocchi ha inoltre espresso compiacimento per l’attivazione delle Commissioni, definendole uno strumento fondamentale per rendere il CAL sempre più operativo ed efficace.

Nel corso della seduta è intervenuto anche il Vicepresidente Giammarco Florenzani, che ha sottolineato come il CAL Lazio abbia raggiunto traguardi mai conseguiti in precedenza, in particolare sul fronte del bilancio. Florenzani ha ricordato il passaggio storico dello scorso dicembre, quando il CAL ha inciso sul Documento di economia e finanza regionale 2026-2028, sulla Legge di stabilità regionale 2026 e sulla Legge pluriennale di bilancio 2026-2028, con un emendamento a sostegno dei piccoli comuni montani per il potenziamento del trasporto scolastico, con una dotazione finanziaria di 1 milione di euro per il 2026.

Un risultato che, è stato evidenziato, certifica il cambio di passo concreto nel rapporto tra Regione Lazio e autonomie locali, trasformando il confronto istituzionale in decisioni operative e risorse reali per i territori.

Consiglio delle Autonomie Locali del Lazio

Ufficio Stampa

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(CoE) Holocaust Remembrance Day: paths of memory and action - preserving the past, protecting the future

Date of article: 27/01/2026

Daily News of: 27/01/2026

Country:  EUROPE

Author: CoE - Commissioner for Human rights

Article language: en

Speech by Michael O'Flaherty, "Paths of Memory and Action: Preserving the Past, Protecting the Future", delivered at the event dedicated to the remembrance of the Holocaust and the prevention of crimes against humanity organised by Regards d’enfants in partnership with the Municipality of Rothau and the European Centre of Deported Resistance Members, Rothau, France

Ladies and Gentlemen,

Dear organisers, teachers, children, young people,

We gather today in Rothau – a place that bears witness.

A place where the shadows of history are tangible, where human beings torn from their homes and families were forced along the path to Struthof – a place where cruelty sought to strip away dignity, where atrocities committed under the guise of science and forced labour stole life.

Many were intended to vanish in secret, their resistance erased from memory.

Yet they are not forgotten. Here, in Rothau, their memory is entrusted – among all of us – to children, to young people. They have created the Memory and Human Rights Garden, a living testament to the victims, a declaration that memory is alive.

Today, we remember the genocide of six million Jews and 500 000 Roma and Sinti, and all victims of Nazi persecution.

But Holocaust remembrance is not only a lesson of the past; it is a foundation for protecting human rights, for defending democracy, for safeguarding the rule of law today and for building the future of generations to come. It is the bedrock on which the institution I represent rests.

It is also a commitment to confront, with courage and hope, the challenges our societies continue to face today. Through reflection, initiative, creativity and teaching – standing firm against hatred, honouring the promise that such crimes will never be repeated, and preserving our shared humanity.

To the children and young people here today: memory endures only if you, and others like you, keep carrying it forward – not as a burden, but as a continued commitment to dignity, to justice, and to the refusal of hatred in all its forms. Your participation matters. Your voices matter.

We are inspired by your dedication as ambassadors – of memory and humanity.

By remembering here, we join in charting a different path forward, guided by memory and responsibility – toward a future where equal rights and dignity are respected for all.

Thank you.

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(FRA) Referring adolescents and young adults in contact with the criminal justice system to drug treatment

Date of article: 23/01/2026

Daily News of: 27/01/2026

Country:  EUROPE

Author:

Article language: en

Dear Minister Fitiris, dear Ministers, dear colleagues,

I wish to take the opportunity to thank the Cypriot presidency for the invitation to attend today, to congratulate you on your presidency programme, and to wish you well for the coming six months. 

In my intervention, I will address three aspects, which are underpinned by the rights of the child in EU and international law, and specific provisions – such as the EU Directive on safeguards for children who are suspects or accused persons in criminal proceedings. 

Firstly, on the use of alternative measures to criminal detention. 

As the discussion paper indicates, alternative measures to detention exist in all Member States. Symptomatic of the overuse of detention measures is overcrowding in detention facilities, as identified in our research – which impacts on access to services. FRA’s regularly updated criminal detention database shows that access to healthcare in prisons is generally insufficient across all Member States. The situation does not seem to be better in police custody. Several children who were interviewed for FRA’s research on the procedural rights of children in criminal proceedings mentioned difficulties in accessing regular medications, or a lack of care for alcohol intoxication or drug-related withdrawal symptoms while in police custody. Therefore, when a child or young person is detained and their right to access to healthcare is hampered, an opportunity could be missed to identify drug addiction and to divert that child or young person to an appropriate treatment program.

This brings me to my second point; that is the need for a wide range of non-custodial measures, provided for in law.

To begin on a positive note, FRA’s research shows that, in general, detention of children suspected or accused of crime is generally treated as a measure of last resort in Member States. Alternative measures are usually prioritised. At the same time, the evidence shows that children from ethnic minority and migrant backgrounds, or from disadvantaged family and social environments, are generally more likely to be detained.    

And while, in general, alternative measures are prioritised in the case of child defendants, FRA’s research identifies one particular barrier in practice – which is an insufficient range of non-custodial measures foreseen in national law. The Agency undertook 220 interviews with various justice actors, and members of the judiciary indicated that they often only had two options at their disposal: the lightest possible measure (such as placing a child under supervision of a responsible adult) or detention. There was little middle ground. Therefore, it is important for the national authorities to ensure that the applicable law provides for a range of non-custodial measures.  

My third point relates to the tools that our justice actors have at their disposal to detect possible drug use by a child defendant. The EU Directive on procedural safeguards for children who are suspects or accused persons in criminal proceedings gives a child defendant the right to a thorough individual assessment, conducted by an interdisciplinary team of experts as early as possible in the criminal proceedings. In practice, however, our research shows that such assessments are often not carried out promptly. Various justice professionals interviewed by FRA reported that they sometimes had to choose between conducting a thorough assessment and delivering that assessment quickly. Thorough and timely assessments are crucial for early detection of possible drug use by a child defendant and a subsequent treatment plan. When such an assessment lacks the necessary quality and timeliness, the ultimate objective is lost.  

To conclude, allow me to say that FRA stands ready to support Member States with our expertise and evidence on promising practices, as these discussions progress.

Thank you. 

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Rencontre entre le Médiateur et le Délégué général aux droits de l’enfant

Date of article: 27/01/2026

Daily News of: 27/01/2026

Country:  Belgium - Wallonia and Wallonia-Brussels Federation

Author:

Article language: fr

Le Médiateur de la Wallonie et de la Fédération Wallonie-Bruxelles, Nicolas LAGASSE, et le Délégué général aux droits de l’enfant, Soleyman LAQDIM, accompagnés de membres de leurs équipes respectives, se sont rencontrés le 8 janvier, lors d’un échange convivial organisé dans les locaux bruxellois du Médiateur.

Cette rencontre avait pour objectif de permettre aux deux institutions de mieux se connaître, de partager leurs missions, leurs modes de fonctionnement et d’identifier les nombreux points communs qui les rapprochent.

Malgré des compétences et des mandats distincts, les échanges ont mis en évidence des connexions évidentes, tant dans la gestion institutionnelle que dans le traitement des dossiers et des interpellations reçues.

Les discussions ont également porté sur les synergies et pistes de collaboration possibles, notamment en matière d’échanges de bonnes pratiques, de concertation sur des situations complexes et de réflexions communes autour des problématiques rencontrées sur le terrain. Quelles que soient les matières concernées, les difficultés soulevées ou les demandes adressées aux deux institutions, l’intérêt supérieur de l’enfant constitue un fil conducteur partagé.

Cette première rencontre marque une étape importante dans le renforcement des liens entre le Médiateur et le Délégué général aux droits de l’enfant. Elle ouvre la voie à de futures collaborations et à un dialogue régulier entre les équipes, dans un esprit de complémentarité, au service des enfants, des jeunes et de leurs droits.

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La justicia de Aragón ensalza el proyecto educativo del Ramiro Soláns, “un ejemplo que hay que exportar dentro y fuera de Aragón”

Date of article: 26/01/2026

Daily News of: 27/01/2026

Country:  Spain - Aragón

Author:

Article language: es

 

Concepción Gimeno ha recorrido las instalaciones del colegio, se ha reunido con las familias y con las mujeres del proyecto textil ‘Hilvana’ y ha sido entrevistada en ‘Radio Ramiro’ por los alumnos de sexto de Primaria

La justicia de Aragón, Concepción Gimeno, ha visitado el Colegio de Educación Infantil y Primaria “Ramiro Soláns” de Zaragoza. El centro recibió por parte de la institución el pasado 20 de diciembre el Diploma por los Servicios Prestados a Aragón en reconocimiento a su extraordinaria contribución a la educación, su destacado impacto social, su capacidad transformadora y su firme compromiso con los valores de justicia social, equidad e inclusión.

A este colegio del barrio Oliver de la capital aragonesa acuden 364 escolares, en su mayoría migrantes y de etnia gitana. En la última década y tras más de veinte años de esfuerzo continuado en favor de la integración de las diferentes culturas que conviven en el barrio, el centro se ha convertido en un referente a nivel nacional, distinguido con numerosos reconocimientos, como el Princesa de Girona, que recibirá próximamente.

La justicia de Aragón ha tenido oportunidad de conversar con los padres y madres del consejo escolar, quienes le han trasladado la acogida individualizada que el centro hace a los alumnos, la escucha permanente a sus necesidades y a las de sus familias, la importancia de trabajar las emociones en cada gesto, el respeto a las diferencias, así como la enseñanza por proyectos, que permite prescindir de los libros para que la compra de material no se convierta en una barrera de acceso a la educación.

Desde esta filosofía, el colegio se ha convertido en un referente en el barrio. “La educación ha traspasado los muros”, ha señalado su directora, Rosa Llorente, quien ha acompañado a la justicia en su visita junto con la jefa de estudios, Amparo Jiménez, y la secretaria, Celia Mallada.

A la reunión con los padres y madres ha seguido un recorrido por las aulas del colegio que, en los últimos años, ha ido reformándose para adaptarse a las necesidades de un alumnado creciente y diverso y a 35 docentes, maestros y maestras, que han elegido el centro para desarrollar su carrera, conscientes de que es un proyecto que trasciende lo educativo.

Para las familias, el Ramiro Soláns organiza actividades de acompañamiento como clases de español dos veces a la semana o el proyecto textil “Hilvana”. Este último reúne a un numeroso grupo de madres de procedencias distintas en torno a unas clases de costura que, además de enseñar un oficio, ayudan a establecer sólidos vínculos entre mujeres que trascienden la escuela.

Tras la visita, Concepción Gimeno ha denominado al colegio como “la casa de la esperanza” y lo ha considerado un modelo para el resto de centros. En este sentido, ha animado a su equipo directivo a compartir el camino recorrido con otros colegios.

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