Date of article: 03/10/2014
Daily News of: 03/10/2014
Country:
Italy
- Toscana
Author: gonews.it
Article language: it
Il difensore civico è uno strumento utile al processo di costruzione della qualità della democrazia, “ma per il suo pieno utilizzo servirebbe una legge quadro che al momento ancora non c’è”: hanno quasi il tono dell’esortazione le parole usate oggi da Lucia Franchini, Coordinatrice nazionale dei difensori civici e a sua volta difensore civico della Toscana, nel corso della presentazione del primo rapporto annuale sulla condizione del settore, avvenuta alla Camera dei deputati.
Al grido di allarme si sono accodati in molti partecipanti alla presentazione, tra questi Renato Balduzzi, ex presidente della commissione parlamentare per le questioni regionali e da poco eletto nel Csm, Emile O’Reilly, mediatore europeo, e Bruno Tabacci, presidente della commissione parlamentare per la semplificazione. Una legge quadro sul ruolo dei difensori civici, ha spiegato Franchini, “renderebbe effettivo questo servizio, ma soprattutto fornirebbe delle linee guida, essenziali per far chiarezza su un’attività che è contesa tra la difesa del cittadino e la garanzia di buona amministrazione; tra l’altro incoraggerebbe le procedure stragiudiziali, sistema parallelo per la risoluzione delle controversie fondato una nozione di ordine negoziato piuttosto che imposto”.
Nel 2013, primo anno di costituzione dell’ufficio nazionale della difesa civica, sono state avviate 59 pratiche e ci si attende – ha reso noto Franchini – una forte crescita delle domande. Settori più interessati quello sanitario, sociale e idrico. “Le difficoltà in cui muove la figura del difensore civico – ha spiegato Balduzzi – nascono in prevalenza dal fatto che nel nostro Paese si fa fatica a riconoscere un ‘controllore’, sempre poco accettato se non è parte integrante delle istituzioni o della pubblica amministrazione”.
Il rischio, ha avvertito, “è quello di una deriva paragiurisdizionale, per questo è opportuno verificare il ruolo dell’ombudsman nelle nuove aree deliberative, che sono molte”. Chiara la proposta del mediatore europeo Emily O’Reilly, la quale, inquadrando il ruolo del difensore civico in una cornice di “fiducia, trasparenza e prossimità”, ha chiesto al premier Matteo Renzi “di inserire nel prossimo pacchetto di riforme iniziative a favore della figura dell’ombudsman”. Infine, per Tabacci “il debutto del coordinamento sulla difesa civica oggi in Parlamento ripaga in qualche modo dei 17 anni di attesa per una legge ad hoc, visto che era stata promessa nel 1997″.
Il difensore civico è uno strumento utile al processo di costruzione della qualità della democrazia, “ma per il suo pieno utilizzo servirebbe una legge quadro che al momento ancora non c’è”: hanno quasi il tono dell’esortazione le parole usate oggi da Lucia Franchini, Coordinatrice nazionale dei difensori civici e a sua volta difensore civico della Toscana, nel corso della presentazione del primo rapporto annuale sulla condizione del settore, avvenuta alla Camera dei deputati. Al grido di allarme si sono accodati in molti partecipanti alla presentazione, tra questi Renato Balduzzi, ex presidente della commissione parlamentare per le questioni regionali e da poco eletto nel Csm, Emile O’Reilly, mediatore europeo, e Bruno Tabacci, presidente della commissione parlamentare per la semplificazione. Una legge quadro sul ruolo dei difensori civici, ha spiegato Franchini, “renderebbe effettivo questo servizio, ma soprattutto fornirebbe delle linee guida, essenziali per far chiarezza su un’attività che è contesa tra la difesa del cittadino e la garanzia di buona amministrazione; tra l’altro incoraggerebbe le procedure stragiudiziali, sistema parallelo per la risoluzione delle controversie fondato una nozione di ordine negoziato piuttosto che imposto”. Nel 2013, primo anno di costituzione dell’ufficio nazionale della difesa civica, sono state avviate 59 pratiche e ci si attende – ha reso noto Franchini – una forte crescita delle domande. Settori più interessati quello sanitario, sociale e idrico. “Le difficoltà in cui muove la figura del difensore civico – ha spiegato Balduzzi – nascono in prevalenza dal fatto che nel nostro Paese si fa fatica a riconoscere un ‘controllore’, sempre poco accettato se non è parte integrante delle istituzioni o della pubblica amministrazione”. Il rischio, ha avvertito, “è quello di una deriva paragiurisdizionale, per questo è opportuno verificare il ruolo dell’ombudsman nelle nuove aree deliberative, che sono molte”. Chiara la proposta del mediatore europeo Emily O’Reilly, la quale, inquadrando il ruolo del difensore civico in una cornice di “fiducia, trasparenza e prossimità”, ha chiesto al premier Matteo Renzi “di inserire nel prossimo pacchetto di riforme iniziative a favore della figura dell’ombudsman”. Infine, per Tabacci “il debutto del coordinamento sulla difesa civica oggi in Parlamento ripaga in qualche modo dei 17 anni di attesa per una legge ad hoc, visto che era stata promessa nel 1997″.
Leggi questo articolo su:
http://www.gonews.it/2014/10/02/difensore-civico-presentato-il-primo-rapporto-franchini-urge-legge-quadro/
Copyright © gonews.it
Il difensore civico è uno strumento utile al processo di costruzione della qualità della democrazia, “ma per il suo pieno utilizzo servirebbe una legge quadro che al momento ancora non c’è”: hanno quasi il tono dell’esortazione le parole usate oggi da Lucia Franchini, Coordinatrice nazionale dei difensori civici e a sua volta difensore civico della Toscana, nel corso della presentazione del primo rapporto annuale sulla condizione del settore, avvenuta alla Camera dei deputati. Al grido di allarme si sono accodati in molti partecipanti alla presentazione, tra questi Renato Balduzzi, ex presidente della commissione parlamentare per le questioni regionali e da poco eletto nel Csm, Emile O’Reilly, mediatore europeo, e Bruno Tabacci, presidente della commissione parlamentare per la semplificazione. Una legge quadro sul ruolo dei difensori civici, ha spiegato Franchini, “renderebbe effettivo questo servizio, ma soprattutto fornirebbe delle linee guida, essenziali per far chiarezza su un’attività che è contesa tra la difesa del cittadino e la garanzia di buona amministrazione; tra l’altro incoraggerebbe le procedure stragiudiziali, sistema parallelo per la risoluzione delle controversie fondato una nozione di ordine negoziato piuttosto che imposto”. Nel 2013, primo anno di costituzione dell’ufficio nazionale della difesa civica, sono state avviate 59 pratiche e ci si attende – ha reso noto Franchini – una forte crescita delle domande. Settori più interessati quello sanitario, sociale e idrico. “Le difficoltà in cui muove la figura del difensore civico – ha spiegato Balduzzi – nascono in prevalenza dal fatto che nel nostro Paese si fa fatica a riconoscere un ‘controllore’, sempre poco accettato se non è parte integrante delle istituzioni o della pubblica amministrazione”. Il rischio, ha avvertito, “è quello di una deriva paragiurisdizionale, per questo è opportuno verificare il ruolo dell’ombudsman nelle nuove aree deliberative, che sono molte”. Chiara la proposta del mediatore europeo Emily O’Reilly, la quale, inquadrando il ruolo del difensore civico in una cornice di “fiducia, trasparenza e prossimità”, ha chiesto al premier Matteo Renzi “di inserire nel prossimo pacchetto di riforme iniziative a favore della figura dell’ombudsman”. Infine, per Tabacci “il debutto del coordinamento sulla difesa civica oggi in Parlamento ripaga in qualche modo dei 17 anni di attesa per una legge ad hoc, visto che era stata promessa nel 1997″.
Leggi questo articolo su:
http://www.gonews.it/2014/10/02/difensore-civico-presentato-il-primo-rapporto-franchini-urge-legge-quadro/
Copyright © gonews.it
Il difensore civico è uno strumento utile al processo di costruzione della qualità della democrazia, “ma per il suo pieno utilizzo servirebbe una legge quadro che al momento ancora non c’è”: hanno quasi il tono dell’esortazione le parole usate oggi da Lucia Franchini, Coordinatrice nazionale dei difensori civici e a sua volta difensore civico della Toscana, nel corso della presentazione del primo rapporto annuale sulla condizione del settore, avvenuta alla Camera dei deputati. Al grido di allarme si sono accodati in molti partecipanti alla presentazione, tra questi Renato Balduzzi, ex presidente della commissione parlamentare per le questioni regionali e da poco eletto nel Csm, Emile O’Reilly, mediatore europeo, e Bruno Tabacci, presidente della commissione parlamentare per la semplificazione. Una legge quadro sul ruolo dei difensori civici, ha spiegato Franchini, “renderebbe effettivo questo servizio, ma soprattutto fornirebbe delle linee guida, essenziali per far chiarezza su un’attività che è contesa tra la difesa del cittadino e la garanzia di buona amministrazione; tra l’altro incoraggerebbe le procedure stragiudiziali, sistema parallelo per la risoluzione delle controversie fondato una nozione di ordine negoziato piuttosto che imposto”. Nel 2013, primo anno di costituzione dell’ufficio nazionale della difesa civica, sono state avviate 59 pratiche e ci si attende – ha reso noto Franchini – una forte crescita delle domande. Settori più interessati quello sanitario, sociale e idrico. “Le difficoltà in cui muove la figura del difensore civico – ha spiegato Balduzzi – nascono in prevalenza dal fatto che nel nostro Paese si fa fatica a riconoscere un ‘controllore’, sempre poco accettato se non è parte integrante delle istituzioni o della pubblica amministrazione”. Il rischio, ha avvertito, “è quello di una deriva paragiurisdizionale, per questo è opportuno verificare il ruolo dell’ombudsman nelle nuove aree deliberative, che sono molte”. Chiara la proposta del mediatore europeo Emily O’Reilly, la quale, inquadrando il ruolo del difensore civico in una cornice di “fiducia, trasparenza e prossimità”, ha chiesto al premier Matteo Renzi “di inserire nel prossimo pacchetto di riforme iniziative a favore della figura dell’ombudsman”. Infine, per Tabacci “il debutto del coordinamento sulla difesa civica oggi in Parlamento ripaga in qualche modo dei 17 anni di attesa per una legge ad hoc, visto che era stata promessa nel 1997″.
Leggi questo articolo su:
http://www.gonews.it/2014/10/02/difensore-civico-presentato-il-primo-rapporto-franchini-urge-legge-quadro/
Copyright © gonews.it
Il difensore civico è uno strumento utile al processo di costruzione della qualità della democrazia, “ma per il suo pieno utilizzo servirebbe una legge quadro che al momento ancora non c’è”: hanno quasi il tono dell’esortazione le parole usate oggi da Lucia Franchini, Coordinatrice nazionale dei difensori civici e a sua volta difensore civico della Toscana, nel corso della presentazione del primo rapporto annuale sulla condizione del settore, avvenuta alla Camera dei deputati. Al grido di allarme si sono accodati in molti partecipanti alla presentazione, tra questi Renato Balduzzi, ex presidente della commissione parlamentare per le questioni regionali e da poco eletto nel Csm, Emile O’Reilly, mediatore europeo, e Bruno Tabacci, presidente della commissione parlamentare per la semplificazione. Una legge quadro sul ruolo dei difensori civici, ha spiegato Franchini, “renderebbe effettivo questo servizio, ma soprattutto fornirebbe delle linee guida, essenziali per far chiarezza su un’attività che è contesa tra la difesa del cittadino e la garanzia di buona amministrazione; tra l’altro incoraggerebbe le procedure stragiudiziali, sistema parallelo per la risoluzione delle controversie fondato una nozione di ordine negoziato piuttosto che imposto”. Nel 2013, primo anno di costituzione dell’ufficio nazionale della difesa civica, sono state avviate 59 pratiche e ci si attende – ha reso noto Franchini – una forte crescita delle domande. Settori più interessati quello sanitario, sociale e idrico. “Le difficoltà in cui muove la figura del difensore civico – ha spiegato Balduzzi – nascono in prevalenza dal fatto che nel nostro Paese si fa fatica a riconoscere un ‘controllore’, sempre poco accettato se non è parte integrante delle istituzioni o della pubblica amministrazione”. Il rischio, ha avvertito, “è quello di una deriva paragiurisdizionale, per questo è opportuno verificare il ruolo dell’ombudsman nelle nuove aree deliberative, che sono molte”. Chiara la proposta del mediatore europeo Emily O’Reilly, la quale, inquadrando il ruolo del difensore civico in una cornice di “fiducia, trasparenza e prossimità”, ha chiesto al premier Matteo Renzi “di inserire nel prossimo pacchetto di riforme iniziative a favore della figura dell’ombudsman”. Infine, per Tabacci “il debutto del coordinamento sulla difesa civica oggi in Parlamento ripaga in qualche modo dei 17 anni di attesa per una legge ad hoc, visto che era stata promessa nel 1997″.
Leggi questo articolo su:
http://www.gonews.it/2014/10/02/difensore-civico-presentato-il-primo-rapporto-franchini-urge-legge-quadro/
Copyright © gonews.it
Il difensore civico è uno strumento utile al processo di costruzione della qualità della democrazia, “ma per il suo pieno utilizzo servirebbe una legge quadro che al momento ancora non c’è”: hanno quasi il tono dell’esortazione le parole usate oggi da Lucia Franchini, Coordinatrice nazionale dei difensori civici e a sua volta difensore civico della Toscana, nel corso della presentazione del primo rapporto annuale sulla condizione del settore, avvenuta alla Camera dei deputati. Al grido di allarme si sono accodati in molti partecipanti alla presentazione, tra questi Renato Balduzzi, ex presidente della commissione parlamentare per le questioni regionali e da poco eletto nel Csm, Emile O’Reilly, mediatore europeo, e Bruno Tabacci, presidente della commissione parlamentare per la semplificazione. Una legge quadro sul ruolo dei difensori civici, ha spiegato Franchini, “renderebbe effettivo questo servizio, ma soprattutto fornirebbe delle linee guida, essenziali per far chiarezza su un’attività che è contesa tra la difesa del cittadino e la garanzia di buona amministrazione; tra l’altro incoraggerebbe le procedure stragiudiziali, sistema parallelo per la risoluzione delle controversie fondato una nozione di ordine negoziato piuttosto che imposto”. Nel 2013, primo anno di costituzione dell’ufficio nazionale della difesa civica, sono state avviate 59 pratiche e ci si attende – ha reso noto Franchini – una forte crescita delle domande. Settori più interessati quello sanitario, sociale e idrico. “Le difficoltà in cui muove la figura del difensore civico – ha spiegato Balduzzi – nascono in prevalenza dal fatto che nel nostro Paese si fa fatica a riconoscere un ‘controllore’, sempre poco accettato se non è parte integrante delle istituzioni o della pubblica amministrazione”. Il rischio, ha avvertito, “è quello di una deriva paragiurisdizionale, per questo è opportuno verificare il ruolo dell’ombudsman nelle nuove aree deliberative, che sono molte”. Chiara la proposta del mediatore europeo Emily O’Reilly, la quale, inquadrando il ruolo del difensore civico in una cornice di “fiducia, trasparenza e prossimità”, ha chiesto al premier Matteo Renzi “di inserire nel prossimo pacchetto di riforme iniziative a favore della figura dell’ombudsman”. Infine, per Tabacci “il debutto del coordinamento sulla difesa civica oggi in Parlamento ripaga in qualche modo dei 17 anni di attesa per una legge ad hoc, visto che era stata promessa nel 1997″.
Leggi questo articolo su:
http://www.gonews.it/2014/10/02/difensore-civico-presentato-il-primo-rapporto-franchini-urge-legge-quadro/
Copyright © gonews.it
Il difensore civico è uno strumento utile al processo di costruzione della qualità della democrazia, “ma per il suo pieno utilizzo servirebbe una legge quadro che al momento ancora non c’è”: hanno quasi il tono dell’esortazione le parole usate oggi da Lucia Franchini, Coordinatrice nazionale dei difensori civici e a sua volta difensore civico della Toscana, nel corso della presentazione del primo rapporto annuale sulla condizione del settore, avvenuta alla Camera dei deputati. Al grido di allarme si sono accodati in molti partecipanti alla presentazione, tra questi Renato Balduzzi, ex presidente della commissione parlamentare per le questioni regionali e da poco eletto nel Csm, Emile O’Reilly, mediatore europeo, e Bruno Tabacci, presidente della commissione parlamentare per la semplificazione. Una legge quadro sul ruolo dei difensori civici, ha spiegato Franchini, “renderebbe effettivo questo servizio, ma soprattutto fornirebbe delle linee guida, essenziali per far chiarezza su un’attività che è contesa tra la difesa del cittadino e la garanzia di buona amministrazione; tra l’altro incoraggerebbe le procedure stragiudiziali, sistema parallelo per la risoluzione delle controversie fondato una nozione di ordine negoziato piuttosto che imposto”. Nel 2013, primo anno di costituzione dell’ufficio nazionale della difesa civica, sono state avviate 59 pratiche e ci si attende – ha reso noto Franchini – una forte crescita delle domande. Settori più interessati quello sanitario, sociale e idrico. “Le difficoltà in cui muove la figura del difensore civico – ha spiegato Balduzzi – nascono in prevalenza dal fatto che nel nostro Paese si fa fatica a riconoscere un ‘controllore’, sempre poco accettato se non è parte integrante delle istituzioni o della pubblica amministrazione”. Il rischio, ha avvertito, “è quello di una deriva paragiurisdizionale, per questo è opportuno verificare il ruolo dell’ombudsman nelle nuove aree deliberative, che sono molte”. Chiara la proposta del mediatore europeo Emily O’Reilly, la quale, inquadrando il ruolo del difensore civico in una cornice di “fiducia, trasparenza e prossimità”, ha chiesto al premier Matteo Renzi “di inserire nel prossimo pacchetto di riforme iniziative a favore della figura dell’ombudsman”. Infine, per Tabacci “il debutto del coordinamento sulla difesa civica oggi in Parlamento ripaga in qualche modo dei 17 anni di attesa per una legge ad hoc, visto che era stata promessa nel 1997″.
Leggi questo articolo su:
http://www.gonews.it/2014/10/02/difensore-civico-presentato-il-primo-rapporto-franchini-urge-legge-quadro/
Copyright © gonews.it