Gardini: “Il Difensore civico sia garante di tutti i diritti, parliamone”

Date of article: 07/11/2017

Daily News of: 21/11/2017

Country:  Italy

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Article language: it

Un incontro a Bologna, nella sede della biblioteca dell’Assemblea legislativa, per introdurre il tema della nuova figura del garante per il diritto alla salute, funzione che potrebbe essere attribuita all’ufficio del difensore civico.

“La titolarità di un diritto implica la possibilità di farlo valere, anche attraverso il coinvolgimento degli organismi di garanzia: i diritti, in particolare quelli sociali, devono essere garantiti indipendentemente dai bilanci, per essere affermati e realizzati necessitano dell’intervento del pubblico”. A rimarcarlo è stato il Difensore civico regionale, Gianluca Gardini.

“Libertà e uguaglianza- ha poi evidenziato il Difensore civico- non sono tra loro in contrapposizione: l’uguaglianza sostanziale garantisce la libertà, cioè la crescita di tutti gli ambiti in cui viviamo”. La mia idea, ha quindi sottolineato, “è quella di allargare il campo visivo e di intervento della difesa civica, che dovrebbe diventare il garante di tutti i diritti”. In Emilia-Romagna, ha concluso l’amministrativista, “se ne sta discutendo”.

L’iniziativa è stato coordinata da Emilio Lonardo dell’ufficio del difensore civico regionale. All’incontro è intervenuta anche Maria Giulia Bernardini, dell’Università di Ferrara, che ha illustrato i contenuti della guida Disabilità e diritti in Emilia-Romagna, istruzioni per l’uso (vademecum redatto dall’ufficio del difensore civico in collaborazione con l’Università di Ferrara), mentre Laura Sanvitale, dello staff del difensore civico, ha parlato dell’attività collegata al tema disabilità portata avanti dall’organo di garanzia e ha definito il quadro normativo di riferimento. Giovanni Battista Pesce, presidente nazionale Aice epilessia, ha parlato nello specifico della recente legge Gelli (norma che ha istituito la figura del garante per il diritto alla salute). , Piera Nobili, del Centro europeo di ricerca e promozione per l’accessibilità, ha affrontato il tema dell’inclusione sociale in riferimento all’ambiente antropizzato.

 

In allegato guida  Disabilità e diritti in Emilia-Romagna, istruzioni per l’uso (pdf, 1.1 MB)

 

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Don Milani e Maria Montessori, la difesa de diritti per una societa’ amica dei bambini

Date of article: 20/11/2017

Daily News of: 21/11/2017

Country:  Italy - Marches

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Article language: it

Al Teatro delle Muse di Ancona seconda iniziativa promossa da Consiglio regionale e Garante dei diritti in occasione della Giornata internazionale dell’infanzia e dell’adolescenza. Studiosi a confronto sul pensiero del priore di Barbiana e dell’educatrice originaria di Chiaravalle.

Una riflessione sull’eredità lasciata da Don Lorenzo Milani, di cui quest’anno ricorrono i 50 anni dalla morte, e da Maria Montessori, l’educatrice originaria di Chiaravalle che ha fatto del suo insegnamento un “metodo”, ancora oggi diffuso in ventiduemila scuole di tutto il mondo. E’ quella proposta al Teatro delle Muse di Ancona, nell’ambito della seconda iniziativa promossa da Consiglio regionale e Garante dei diritti in occasione della Giornata internazionale dell’infanzia e dell’adolescenza. Un nuovo appuntamento dedicato al mondo della scuola e ad alcuni dei suoi indiscussi protagonisti.
In apertura il Presidente del Consiglio, Antonio Mastrovincenzo, ha ricordato la legge regionale, approvata lo scorso aprile, sulla tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, che ha come obiettivo la garanzia dei diritti e l’attuazione del progetto “Città sostenibili e amiche dei bambini e degli adolescenti”. Passando al tema centrale del convegno, Mastrovincenzo ha sottolineato che “Don Milani e Montessori sono stati, prima di tutto, due pensatori dell’uomo e della società. La riflessione pedagogica e la funzione educatrice discendono da questo interesse”. Proprio partendo dal loro pensiero, secondo il Presidente “chi educa deve in primo luogo essere, poi fare e saper fare e deve stabilire con il bambino e l’adolescente una sapiente relazione di presenza/assenza, di rispetto dell’autonoma del soggetto e di stimolo alla crescita della sua capacità di autodeterminazione”. Un concetto complesso a realizzarsi in tempi di “emergenza educativa”, pur non disconoscendo quello che lo stesso Mastrovincenzo definisce “il grande lavoro che la scuola italiana fa ogni giorno, attraverso tutte e sue componenti”.
Torna a ribadire la centralità dello stesso sistema scolastico il Garante dei diritti, Andrea Nobili, “un presidio da sostenere e rilanciare anche a partire dall’insegnamento di Don Milani e Montessori. Gli effetti della crescente povertà materiale si traducono sempre più spesso in quella che si definisce povertà educativa, cioè in una deprivazione di opportunità formative ed educative anche extra-scolastiche, che consentano ad ogni bambino di sviluppare il proprio potenziale. La povertà minorile è una emergenza assoluta”.
Un intervento complessivo da mettere in atto, che si vorrebbe sorretto da quell’idea di “società amica dei bambini” che ha animato il pensiero del fondatore della scuola di Barbiana (dopo mezzo secolo oggi è possibile disporre della sua opera integrale) e dell’educatrice di Chiaravalle, sostanziando un messaggio di immutata attualità. Ne sono convinti gli studiosi che hanno partecipato all’incontro, ripercorrendo le tappe fondamentali di due storie che hanno accompagnato intere generazioni.
Per Giancarlo Galeazzi, Presidente onorario della Società filosofica Italiana di Ancona “al di là delle evidenti differenze, don Milani e la Montessori hanno in comune il fatto d’essere stati strenui sostenitori dei diritti della persona umana, con la convinzione che tale difesa e la conseguente attuazione devono partire da quelle stesse persone che sono meno tutelate, vale a dire i bambini. Per quanto la Montessori insistesse anche sulle donne e don Milani sugli operai, è all’infanzia che l’una e l’altro hanno dedicato la loro opera”. Il loro interesse per l’infanzia, sempre secondo Galeazzi, “ si accompagnò alla convinzione che dal rinnovamento educativo dipende quello sociale o, meglio, la trasformazione radicale di cui la società ha bisogno”. Infine, il diritto alla conoscenza, “che ha caratterizzato tutto il pensiero montessoriano e milaniano e che oggi si va configurando come primario, alla luce delle trasformazioni tecnologiche e sociali che toccano da vicino l’identità stessa dell’uomo e del bambino”.
Conclusioni dell’assessore regionale Loretta Bravi che ha ribadito come il più grande diritto di un bambino sia quello di essere accolto, accompagnato ed educato. “Oggi – ha sottolineato parliamo di società liquida ed era digitale, ma in questi contesti va riposizionato l’uomo. Se nella scuola di Barbiana si registrava la povertà del dopoguerra, adesso è necessario sconfiggere la nuova povertà delle relazioni e della cultura”.

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«Lettera alla scuola» per l’ottavo atlante di Save the Children

Date of article: 20/11/2017

Daily News of: 21/11/2017

Country:  Italy - Marches

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Article language: it

Iniziativa promossa da Consiglio regionale e Garante dei diritti in occasione della Giornata internazionale dell’infanzia e dell’adolescenza. A Palazzo delle Marche presentazione della nuova pubblicazione che propone un lungo viaggio sullo stato dell’istruzione in Italia. Per il Presidente Mastrovincenzo e per Nobili “investire in cultura vuol dire dare un nuovo futuro alla nostra società”.

 

Il mondo della scuola, fotografato, interpretato e condiviso attraverso i contenuti dell’Atlante 2017 di Save the Children. In occasione della Giornata internazionale dell’infanzia e dell’adolescenza Garante dei diritti e Consiglio regionale scelgono di soffermare l’attenzione sul sistema educativo italiano, attraverso un’indagine che va ad interessare tutto il territorio italiano.

“Lettera alla scuola” è, infatti, il titolo del nuovo Atlante, presentato a Palazzo delle Marche, curato da Giulio Cederna, corredato dalle immagini di Riccardo Venturi e pubblicato per il secondo anno consecutivo da “Treccani”. A rappresentare i diretti protagonisti di questo mondo alcuni studenti dei licei “Rinaldini” e “Galilei” di Ancona.

Quelli illustrati dallo stesso Cederna sono i risultati di un lungo viaggio in Italia per far emergere la realtà dell’infanzia a rischio, che proprio nell’ambiente scolastico può trovare una prima ancora di salvezza. Analisi, mappe e dati geolocalizzati dimostrano, però, che accanto alle indiscutibili eccellenze del Paese esistono ancora situazioni di estrema difficoltà, caratterizzate da analfabetismo didattico, precarietà, carenze di diversa natura, ingiustizie e discriminazioni. Un complesso di elementi che Save the Children ha già definito “povertà educativa”.

Sia il Garante dei diritti, Andrea Nobili, che il Presidente del Consiglio, Antonio Mastrovincenzo sono convinti che la realtà dei minori vada conosciuta approfonditamente per poter intervenire con appropriatezza sui versanti che evidenziano le maggiori criticità. “Quella della povertà – ha sottolineato Mastrovincenzo – è sicuramente una delle più significative. In Italia 770.000 famiglie vivono in condizioni di estrema precarietà, con conseguenze dirette anche per un milione di minori. Molti ragazzi non studiano e non lavorano, ipotecando seriamente il loro domani. Senza investimenti sul piano culturale la nostra potrebbe trasformarsi in una società senza futuro”. Ed in questa direzione il Presidente ha auspicato che la lotta alla povertà sia centrale nei programmi futuri, sia sul piano nazionale che regionale.

Secondo il Garante Andrea Nobili “la scuola rappresenta uno degli ultimi presidi democratici del nostro Paese e non intervenire per supportarla potrebbe rappresentare una grande occasione mancata. Ma per contrastare la povertà educativa la scuola da sola non basta. Ci sono altre attività che vanno riscoperte ed incrementate e solo attraverso l’attivazione di una sinergia più complessa sarà possibile raggiungere gli obiettivi che oggi ci prefiggiamo”.

Rispetto dei diritti e superamento delle diseguaglianze, dunque, ricordando che, come ha sottolineato Nobili, “la Convenzione internazione del 1989 è la più sottoscritta, ma la meno rispettata”.

Di sinergie, progetti in itinere, esperienze e percorsi da seguire hanno parlato anche l’assessore alle politiche educative del Comune di Ancona Tiziana Borini; la coordinatrice per le Marche di Save the Children, Anna Rosa Cianci; il presidente dell’Ordine assistenti sociali delle Marche, Maria Lorenzetti; i dirigente scolastici del “Galilei”, Annarita Durantini, e del “Rinaldini, Anna Maria Alegi. Da parte di tutti la necessità di ripristinare “la speranza” nelle nuove generazioni.

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Mehr Menschen mit Behinderung in Arbeit bringen

Date of article: 16/11/2017

Daily News of: 21/11/2017

Country:  Germany - Mecklenburg-Vorpommern

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Article language: de

Der Bürgerbeauftragte des Landes Mecklenburg-Vorpommern Matthias Crone hat im Rahmen der Abschlussberatung zum 22. Jahresbericht zu den Landtagsabgeordneten über die daraus zu ziehenden Schlussfolgerungen gesprochen. Im Jahr 2016 wurden 1.638 Anliegen, Bitten und Beschwerden an den Bürgerbeauftragten gerichtet.

Etwas mehr als die Hälfte aller Petitionen 2016 betrafen soziale Angelegenheiten. Dabei ging es allein in 314 Petitionen um Fragen rund um das Arbeitslosengeld II. Crone erklärte zu der hohen Zahl: „Der Kreis der Bezieher geht ja weit über die Arbeitsuchenden hinaus und umfasst genauso Kinder und Alleinerziehende, Auszubildende und Studenten, Erwerbstätige oder Erwerbsgeminderte, die nicht aus eigener Kraft die Existenz sichern können.“ Auch sei das Recht sehr kompliziert und verlange nach professioneller Begleitung.

Dem Bürgerbeauftragten bereiten dabei die besonderen Sanktionierungsregeln bei Pflichtverletzungen für Arbeitsuchende unter 25 Jahren Sorgen. Junge Bezieher von Arbeitslosengeld II würden dreimal so oft mit einer Sanktion belegt. Jede fünfte Sanktion der Arbeitsverwaltung führe zu einem völligen Wegfall ihres Bezuges. „Und das trifft in der Regel nicht Nachlässige oder Unverschämte, sondern Überforderte“, so Crone.

Der Bürgerbeauftragte sprach auch das Problem von Menschen mit Behinderungen oder chronischen Erkrankungen an, einen Arbeitsplatz auf dem ersten Arbeitsmarkt zu bekommen. Auch für beruflich durchaus qualifizierte Personen aus diesem Kreis habe sich trotz der guten Entwicklung auf dem Arbeitsmarkt die Situation nicht durchschlagend verbessert. Die Inklusion sei in der Arbeitswelt noch nicht vorangekommen. Mit einer Fachveranstaltungs-Reihe in Stralsund wolle er gemeinsam mit der Arbeitsverwaltung Arbeitgeber zur Einstellung ermutigen.

Den Beschluss des Landtages zur mittelfristigen Einführung einer landesweiten Ehrenamtskarte begrüßte der Bürgerbeauftragte sehr: „Der Beschluss dazu ist doch ein großer Schritt zum Ziel. Es ist noch nicht, es wird aber und ist im Gang. Und schon das wird viele Menschen im Land freuen.“ Der Bürgerbeauftragte hatte seit seinem Amtsantritt die Ehrenamtskarte gefordert und über Jahre hinweg dazu Gespräche geführt.

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Der Bürgerbeauftragte beim Servicetag des NDR

Date of article: 15/11/2017

Daily News of: 21/11/2017

Country:  Germany - Mecklenburg-Vorpommern

Author:

Article language: de

NDR Nordmagazin

Matthias Crone am 14. November im Nordmagazin im Gespräch mit Sabine Kühn

Am 15. November 2017 stellte sich der Bürgerbeauftragte Matthias Crone im Sender des NDR den Fragen der Hörer.

Viele Fragen zu Problemen mit öffentlichen Verwaltungen im Land konnten vom Bürgeauftragten Matthias Crone und seinen Mitarbeiterinnen und Mitarbeitern schon direkt am Servicetelefon beantwortet werden.

Bei einigen Fällen bedarf es aber auch einer gründlicheren Prüfung, die den Anrufern in Aussicht gestellt werden konnte. 

Am Tag zuvor war Matthias Crone zu Gast im Nordmagazin und hatte Gelegenheit, seine Arbeit als Bürgerbeauftragter vorzustellen. Link zum NDR-Beitrag

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