Partito il corso on line su Minori e tutela tra norme, prassi e risorse nel territorio

Date of article: 23/09/2020

Daily News of: 24/09/2020

Country:  Italy - Veneto

Author:

Article language: it

Ha avuto inizio martedì 22 settembre, il corso di aggiornamento on line su “Minori e tutela tra norme, prassi e risorse nel territorio”, riservato ad operatori dei servizi delle aziende sociosanitarie, dei comuni e del privato sociale che operano nel territorio regionale.

I lavori della giornata si sono aperti con l’intervento della Garante dei diritti della persona del Veneto, Mirella Gallinaro, a cui è seguito quello di Alessandro Padovani (Istituto don Calabria) che ha illustrato il progetto nazionale sul “Monitoraggio della tutela legale volontaria per i minori stranieri non accompagnati in attuazione dell’art. 11 della legge n. 47/2017” e di cui il corso avviato ieri in Veneto costituisce un’articolazione.

La Garante, nel corso del suo intervento, ha sottolineato "come il percorso formativo in avvio sia un'occasione preziosa di incontro e confronto tra i diversi interlocutori che a vario titolo si occupano dei bambini e degli adolescenti e dei loro percorsi di tutela. L’ufficio ha pertanto accolto positivamente la proposta di collaborare alla realizzazione di questo percorso formativo.  Dall’osservatorio di questo ufficio (dall’ascolto istituzionale dei servizi e delle famiglie, alle attività di promozione della tutela volontaria) rileviamo quanto sia sempre più importante il lavoro in sinergia ed integrato tra i diversi protagonisti del progetto di tutela (minore, tutore, famiglia, operatori dei diversi servizi, etc)".

I temi cardine della tutela dei minori e della loro presa in carico nel territorio sono stati messi in luce da Arianna Thiene (giurista, Università di Ferrara) con una relazione su “I principi cardine della tutela dei minori d’età” e da Liviana Marelli (Consigliere nazionale e referente nazionale gruppo Infanzia, Adolescenza e Famiglie del CNCA) con la relazione su “La tutela del minore nel territorio: un lavoro di rete e in rete”.

Numerosi gli interventi dei partecipanti, interessati e qualificati, che sono stati proposti al termine di ogni relazione e nei gruppi di lavoro che hanno caratterizzato la seconda parte della mattinata.

Il corso proseguirà con altri quattro incontri, che si terranno nei giorni 5 e 20 ottobre e 2 e 17 novembre 2020, sempre on line e secondo il programma previsto.
 


 Intervento della Garante dei diritti della persona del Veneto - seminario del 22.09.2020
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(CoE) Witnesses in proceedings relating to crimes committed during the wars of the 1990s in the former Yugoslavia must be effectively protected and supported

Date of article: 23/09/2020

Daily News of: 24/09/2020

Country:  EUROPE

Author: Commissioner for Human Rights - Council of Europe

Article language: en

The provision of effective protection and support for witnesses in the context of wartime-related criminal proceedings is instrumental to the fight against impunity for the crimes committed during the wars of the 1990s in the former Yugoslavia. However, over recent days, the name of a protected witness in a war crime case in Bosnia and Herzegovina allegedly implicating the Prime Minister of Republika Srpska has been published in local media outlets, and war crime files containing the names of witnesses allegedly belonging to the Specialist Kosovo Chambers were anonymously transferred to a veterans’ organisation in Kosovo*. These developments are unacceptable and raise a number of serious issues to be addressed by the relevant authorities, prosecutors’ offices and courts.

Lack of effective protection of witnesses has been an issue of concern in the countries in the region for many years. It has deterred many witnesses from coming forward and giving invaluable testimonies about war crimes and the possible locations of mass graves holding the remains of thousands of persons still missing in the region. Many protected witnesses are war crime victims themselves and live in the same communities as the perpetrators. In some cases where witnesses’ names have been disclosed their lives have been endangered and their families threatened, and some witnesses have been ostracised by their own communities because of their testimonies.

I call on all politicians and members of the judiciary in the region to take the issue of the protection of witnesses in war crimes cases seriously and to take all the necessary measures to ensure that no witness has to fear for their life when testifying in a war crimes case. Crucially, this includes promptly identifying and bringing to justice persons attempting to intimidate witnesses.

I also appeal to media professionals not to disclose information about the identity of protected witnesses. In doing so, not only do they violate ethical codes of journalism, but they risk being held criminally responsible.

(...)

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Multa inflitta dall'Antitrust a Poste Italiane: la dichiarazione del Difensore Civico Regionale - Settembre 2020

Date of article: 23/09/2020

Daily News of: 24/09/2020

Country:  Italy - Abruzzo

Author:

Article language: it

In merito alla notizia riguardo la multa inflitta dall’Antitrust a Poste Italiane per la mancata consegna delle raccomandate ai destinatari, il Difensore Civico regionale, Fabrizio Di Carlo ha rilasciato la seguente dichiarazione: “La notizia non desta troppa meraviglia. L’Ufficio del Difensore Civico regionale dell’Abruzzo ha ricevuto, nei mesi scorsi, diverse lamentele in relazione al fatto che la consegna dei plichi postali, anche quelli inviati con posta ordinaria, fosse effettuata con notevoli ritardi e omissioni, soprattutto nei piccoli paesi. Abbiamo reiteratamente segnalato la questione alla direzione di Poste Italiane, per la verità ricevendo, solo dopo non pochi solleciti, rassicurazioni di natura formale mentre il problema continua a persistere. In questo quadro perviene la notizia che tali gravi disfunzioni sarebbero esistenti anche in relazione alla consegna delle raccomandate, persino in riferimento agli atti giudiziari. E restano nella memoria di ciascuno le file interminabili di persone dinnanzi gli uffici postali, nel periodo di lockdown, quando si è scelto di ridurre gli orari di apertura al pubblico anziché ampliarli ed evitare disagi e pericoli di assembramento. Vi è da chiedersi se la massiccia pubblicità di prodotti di Poste Italiane s.p.a. (probabilmente assai remunerativi) quali quelli finanziari, bancari, telefonici presente sui media, non sia un chiaro segno della società di voler considerare del tutto marginale e trascurabile quella che è stata storicamente la sua attività istituzionale, e cioè quella di garantire la consegna di pacchi e corrispondenza e assicurare un servizio di prossimità, anche in ausilio delle fasce più deboli e anziane della popolazione. Questo avviene nonostante la società stessa continui, apparentemente, a considerare l'attività di corrispondenza, pacchi e distribuzione tra i quattro servizi strategici erogati”.

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Volksanwalt Amon besucht UNESCO Kompetenzzentrum in Graz

Date of article: 23/09/2020

Daily News of: 24/09/2020

Country:  Austria

Author:

Article language: de

Seit 2012 ist die Volksanwaltschaft für den Schutz und die Förderung der Menschenrechte in der Republik Österreich zuständig. Es geht hierbei im Wesentlichen darum, Risikofaktoren für Menschenrechtsverletzungen frühzeitig zu erkennen und abzustellen. Neben dieser präventiven Kontrolle kann sich aber auch jeder Mensch bei der Volksanwaltschaft wegen behaupteter Verletzung der Menschenrechte beschweren. Die Volksanwaltschaft versteht sich somit als das Haus der Menschenrechte der Republik. Volksanwalt Amon war es daher eine große Freude das UNESCO Cat2 Kompetenzzentrum für Menschenrechte in Graz zu besuchen und sich mit UNESCO-Chair Univ. Prof. Mag. Dr. Gerd Oberleitner, Menschenrechtsbeirat-Vorsitzende Frau Prof. DDR. Renate Kicker und Direktor des ETC Mag. Dr. Klaus Starl auszutauschen.

Das Kompetenzzentrum für Menschenrechte in Graz ist die erste Wissenschaftseinrichtung Österreichs, die als sogenanntes Kategorie-II-Zentrum der UNESCO etabliert wird. Kategorie-II-Institute und Zentren der UNESCO stehen unter der Schirmherrschaft der UNESCO. Mit Etablierung als Kategorie-II-Zentrum anerkennt die UNESCO den wertvollen und einzigartigen Beitrag, den Wissenschaftseinrichtungen durch Forschung und Wissensaustausch zur Umsetzung der strategischen Programmziele der UNESCO zum Wohle aller Mitgliedsstaaten leisten. Das Europäische Trainings- und Forschungszentrum für Menschenrechte und Demokratie – kurz ETC Graz – wurde von der UNESCO einstimmig zum "UNESCO Zentrum zur Förderung der Menschenrechte in Gemeinden und Regionen" ernannt.

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Visite de la Défenseure des droits mardi 22 et mercredi 23 septembre à Calais

Date of article: 24/09/2020

Daily News of: 24/09/2020

Country:  France

Author:

Article language: fr

A DÉFENSEURE DES DROITS S’ALARME DES CONDITIONS DE VIE DÉGRADANTES ET INHUMAINES QUE SUBISSENT LES EXILÉS À CALAIS

La Défenseure des droits, Claire Hédon, et ses services se sont rendus à Calais mardi et mercredi. A cette occasion, la Défenseure des droits s’est longuement entretenue avec de nombreux exilés, les associations leur venant en aide, les services de l’Etat, le Préfet, les responsables de l’ensemble des forces de sécurité présents dans le Calaisis, les services en charge de l’accueil des mineurs non accompagnés pour le Département et la Maire de la ville de Calais.

A l’issue de cette visite, la Défenseure des droits réitère les constats déjà formulés par l’institution et son prédécesseur sur les atteintes aux droits fondamentaux les plus élémentaires dont sont victimes les exilés. Claire Hédon, consciente de la difficulté de la situation, demande à ce que des solutions urgentes soient trouvées pour que cessent ces conditions de vie indignes et honteuses. 

La volonté d’invisibiliser les exilés à Calais conduit à ce que plus aucun abri ne soit toléré : les personnes – entre 1200 à 1500 selon plusieurs informations croisées - dont des femmes avec des enfants en bas âge, parfois des nourrissons, et des mineurs non accompagnés, dorment à même le sol, cachés sous des buissons, quelles que soient les conditions climatiques, parfois avec une couverture donnée par les associations. Les tentes sont peu nombreuses.

Les exilés sont chassés de leurs lieux de campement tous les deux jours par les forces de l’ordre. Les évacuations constantes des terrains sur lesquels ils dorment ont pour objectif de les forcer à fuir. Les tentes et affaires pouvant être déplacées et par conséquent perdues. Les exilés ne peuvent dès lors plus se reposer et restent constamment en veille. Ils sont visiblement dans un état d’épuisement physique et mental. Ces méthodes intimidantes complexifient encore leur prise en charge par les associations. 

Dans ces conditions, l’accès à la nourriture, à l’eau et à l’hygiène est difficile et complexe. Les installations sanitaires réparties dans différents lieux, loin des zones de vie, sont très insuffisantes, avec un seul point d’eau (deux robinets) ouvert 24h/24. La Défenseure des droits a pu constater que les conditions d’hygiène étaient de ce fait déplorables. En cette période de crise sanitaire liée à l’épidémie de Covid, les populations disposent de peu de masques et le respect des gestes barrières ainsi que le lavage des mains régulier sont impossibles.

Certains exilés n’arrivent pas à manger tous les jours. Les distributions de repas, à horaires variables et pas toujours respectés, sont parfois éloignées des lieux de vie. La Défenseure des droits avait présenté des observations au tribunal administratif de Lille la semaine dernière concernant l’arrêté préfectoral interdisant les distributions alimentaires par les associations, et elle en fera de même auprès du Conseil d’Etat.

La Défenseure est particulièrement préoccupée par la situation des femmes et des enfants. Le manque de structures spécifiques pour les femmes les rend particulièrement vulnérables face à l’exploitation sexuelle et aux violences. Les mineurs non accompagnés dont certains n’ont que douze ou quatorze ans sont également en danger et la proie de réseaux. Si les maraudes de France terre d’Asile et les repérages des associations non mandatées par l’Etat débouchent parfois sur la mise à l’abri de mineurs dans la structure de Saint Omer, la Défenseure des droits constate que le dispositif n’est toujours pas suffisant. La mise en place a minima, d’un accueil de jour dédié et facilement accessible, tel que l’avait préconisé le Défenseur des droits dans ces précédents travaux reste un impératif au regard des obligations de protection de ces mineurs au titre de la Convention internationale relative aux droits de l’enfant (CIDE) dont la France est signataire. Le recueil provisoire d’urgence des adolescents le soir et la nuit qui implique un passage par le commissariat revêt un caractère dissuasif compte tenu des démantèlements successifs réalisés par les mêmes forces de l’ordre.

La Défenseure des droits renouvelle en outre ses recommandations s’agissant du processus de réunification familiale des mineurs non accompagnés avec leurs proches en Grande-Bretagne afin de minimiser les prises de risques de ces adolescents qui mettent leur vie en jeu pour tenter de franchir la frontière.

Tout en réitérant ses recommandations générales, notamment à l’égard des mineurs (décision du 20 avril 2016 et rapport de décembre 2018), la Défenseure des droits demande dès à présent la fin de cette traque, la mise en place d’un lieu où les personnes peuvent se reposer, se ressourcer et envisager la suite de leur parcours migratoire.

Les exilés qui se trouvent dans l’impossibilité de rester sur le territoire, et dans l’impossibilité de le quitter disent n’avoir pas d’autres choix, face aux mauvaises conditions d’accueil, que de se mettre dans des situations de fuite en avant extrêmement dangereuses.

Dans son rapport d’octobre 2015, réitéré dans son rapport de 2018, le Défenseur des droits écrivait : « Depuis les années 2000, c’est la crainte du risque "d’appel d’air" que pourrait provoquer un traitement digne et respectueux des droits des migrants qui est à l’œuvre dans la gestion de la situation du Calaisis. Pour ne pas prendre ce risque, les pouvoirs publics ont d’abord cherché à rendre le moins visible possible le regroupement de migrants et à ne pas créer de "points de fixation" ».

La Défenseure des droits constate que c’est encore aujourd’hui cette crainte qui est la principale boussole des pouvoirs publics dans toutes les décisions qui sont prises.  Au moment même où la Commission européenne propose d’abolir le règlement de Dublin, la Défenseure des droits souhaite que les discussions s’ouvrent enfin sur les voies légales de l’immigration et exhorte les pouvoirs publics à ne pas s’obstiner dans ce qui s’apparente à un déni d’existence des exilés qui, présents sur notre territoire, doivent être traités dignement, conformément au droit et aux engagements internationaux qui lient la France.

 
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