Centro Antidiscriminazioni: Garbin presenta in aula la relazione 2025

Date of article: 09/09/2026

Daily News of: 10/09/2026

Country:  Italy - Autonomous Province of Bolzano

Author:

Article language: it

Audizione della responsabile del Centro di tutela contro le discriminazioni in Consiglio provinciale. Il confronto con consiglieri e consigliere sui dati: 225 i contatti - 61 in più dello scorso anno; origine etnica e disabilità le cause più frequenti di discriminazione.

La responsabile Garbin presenta la Relazione sull'attività 2025. (Consiglio provinciale di Bolzano/GNews)

(Link video in coda) 

Pubblicata nella primavera scorsa (qui il relativo comunicato stampa), la Relazione sull’attività 2025 del Centro di tutela contro le discriminazioni è stata presentata oggi in Consiglio provinciale a Bolzano dalla responsabile Priska Garbin.
Nel corso dell’audizione, è stato riferito dei 255 contatti registrati e dei 200 casi seguiti attraverso consulenze giuridiche, interventi e mediazioni, con un aumento di 61 casi.
Secondo Garbin, i dati mostrano chiaramente che il fenomeno delle discriminazioni continua a essere presente nella vita quotidiana di molte persone: «Dietro ogni segnalazione c’è una persona con la propria storia. L’incremento delle richieste dimostra che le discriminazioni sono ancora una realtà concreta, ma anche che sempre più persone trovano il coraggio di reagire e di far valere i propri diritti», così la responsabile in aula.
La consulenza giuridica e l’accompagnamento forniti nei 200 casi citati hanno comportato interventi diretti o percorsi di mediazione, con l’obiettivo di individuare e contrastare le discriminazioni vietate dalla legge, favorendo soluzioni concrete e durature.
La maggior parte delle segnalazioni, ha informato ancora Garbin, ha riguardato discriminazioni fondate sull’origine etnica: “I casi interessavano ambiti centrali della vita quotidiana, come l’accesso all’alloggio, i rapporti con gli uffici pubblici e l’anagrafe, nonché episodi di incitamento all’odio e commenti discriminatori sui social media”. Subito dopo seguono le discriminazioni legate alla disabilità: “Un’importante parte dell’attività del Centro ha riguardato l’eliminazione delle barriere architettoniche e la promozione dell’accessibilità. L’accessibilità non è un servizio facoltativo: è un obbligo giuridico e una condizione essenziale per garantire pari opportunità e piena partecipazione alla vita sociale”, ha riferito ancora la responsabile, ribadendo la necessità che le persone con disabilità siano coinvolte e considerate fin dall’inizio nella progettazione di edifici, spazi pubblici e servizi.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alle discriminazioni nei confronti delle persone con disabilità non visibili, come malattie croniche, Long Covid, ME/CFS o disturbi psichici: “Molte persone interessate riferiscono che le proprie limitazioni vengono minimizzate, messe in dubbio o non adeguatamente riconosciute”, ha informato Garbin.
Un ulteriore ambito di intervento ha riguardato le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. Il Centro si è occupato di diversi casi di omofobia, bifobia e transfobia. Nel corso dell’anno è stato inoltre elaborato un parere giuridico che conferma il diritto delle persone transgender a ottenere il rilascio di un nuovo diploma di maturità qualora la rettificazione anagrafica del sesso sia avvenuta dopo il conseguimento del titolo di studio.
“L’andamento delle segnalazioni evidenzia come le discriminazioni possano manifestarsi in molti ambiti della vita quotidiana. Per questo motivo rimane fondamentale sostenere le persone coinvolte e promuovere una cultura fondata sul rispetto, sulla dignità e sull’uguaglianza dei diritti”, ha concluso la responsabile del Centro di Tutela contro le discriminazioni.

Di seguito, consiglieri e consigliere hanno posto alcune domande:
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha ringraziato per la presentazione “su un mondo che non conosciamo”, e ha chiesto quali sono le reazioni di datori di lavoro o filiali bancarie, e informazioni sul tema prevenzione e formazione. Franz Ploner (Team K) ha fatto riferimento al gruppo di lavoro ME/CFS Long Covid di cui Garbin era responsabile e ha chiesto informazioni sulle linee guida elaborate, e se queste hanno garantito diagnosi più veloci e maggiore sostegno, nonché quali raccomandazioni può dare in merito; ha chiesto poi informazioni sulla gestione delle questioni relative alla terza età quando anziani e anziane sono discriminati, a fronte del nuovo organismo di garanzia dedicato. Alex Ploner (Team K) ha parlato di rimozione delle barriere architettoniche, e ricordato che da anni si chiedono soluzioni sul funzionamento degli ascensori nelle stazioni; ha aggiunto che molto spesso si parla dei problemi senza ottenere soluzioni concrete e chiesto quali possibilità ha Garbin di garantirle. Waltraud Deeg  (SVP) ha sottolineato il tema della mobilità, chiesto quali iniziative concrete sarebbero utili a limitare le discriminazioni; si è rammaricata che nella prossima legislatura non sarà più prevista la presentazione delle relazioni degli organismi di garanzia e chiesto informazioni su discriminazioni degli anziani relativamente a patente e conto bancario. Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) ha detto di non condividere le critiche all’AVS di Sesto e il suo mantenere il toponimo Negerdörfl, citate nella relazione, e fatto riferimento al fatto che in alcuni Comuni viene rifiutato il rilascio della carta d'identità o del certificato di residenza chiedendo di dire di quali Comuni si tratta. L’ass. Rosmarie Pamer si è collegata a quanto detto da Leiter Reber, chiedendo di segnalare quali sono i Comuni che rifiutano di fare quanto richiesto dalla normativa; ha chiesto poi quanti giovani le si rivolgono e qual è il tasso di successo dei suoi interventi. Sandro Repetto (Partito Democratico) ha chiesto quanti collaboratori ha Garbin e poi segnalato il problema di resistenze dei Comuni alla richiesta del certificato di residenza da parte di persone con background migratorio, documenti molto importanti per accedere ad altri diritti, nonché chiesto informazioni sulle questioni relative alle richieste di permesso di soggiorno e sui rapporti dell’Ufficio con la Questura e altre autorità operanti in merito. Il vicepresidente Arnold Schuler (SVP) ha detto che le relazioni dei singoli referenti sono previste anche quando saranno entrerà in vigore la nuova struttura de gli organismi di garanzia, che li rafforza. Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha segnalato un caso di discriminazioone: ha comprato una nuova macchina e il navigatore ha i toponimi solo in italiano, non è riuscito a intervenire in nessun modo contattando anche il produttore. Hannes Rabensteiner (STF) ha confermato: in Alto Adige spesso non viene garantito l’utilizzo della madrelingua, anche questo rappresenta una causa di discriminazione che gestisce il Centro?

Priska Garbin ha riferito che c’è bisogno di tempo, dopo le segnalazioni, per instaurare un rapporto di fiducia le controparti: le reazioni sono diverse, in quanto alle banche a volte ci sono difficoltá legate alle enormi banche dati, che vanno oltre la realtà locale; in quanto al long Covid c’è la possibilità di una diagnosi tempestiva, che funziona -  spesso i casi non sono così gravi e permettono di lavorare, ma c’è bisogno di informare; in quanto agli anziani, a partire dai 65 anni si possono rivolgere alla nuova responsabile per la Terza etá, ma tra i diversi organi c’è collaborazione. Quando si interviene per segnalare discriminazioni, c’è bisogno di intervenire presso i diversi soggetti per ottenere soluzioni concrete, ma questo viene sempre chiarito anche con gli interessati, informando che non si può risolvere dall'oggi al domani. Garbin ha quindi chiarito di non avere collaboratori ora - la direttiva in merito della UE prevede risorse adeguate, ma si sta facendo molto. In quanto al caso Negerdörfl, ha condiviso l’opinione di Leiter Reber che ci sono anche altri toponimi problematici, ma lei interviene in caso di segnalazioni; in questo caso ne aveva ricevute diverse - il toponimo storico che appare in alcune scritte è Egge, e questo crea ulteriore confusione. In merito ai problemi con l'Ufficio Anagrafe, i ricorsi durano in media un anno e mezzo,  e il problema riguarda in particolare Bolzano: si è rivolta a questo proposito al Commissariato del Governo. Quando i giovani si rivolgono al suo Ufficio, c’è un confronto anche con la Garante per l’infanzia e l’adolescenza. È difficile dire quanti casi si sono conclusi positivamente, ma già segnalare una discriminazione è positivo. In alcuni casi si collabora anche con la Questura. In quanto al navigatore in italiano, per discriminazioni per appartenenza etnica le si rivolgono anche sudtirolesi che segnalano il mancato rispetto del bilinguismo; in provincia c’è anche un ufficio competente. Il presidente Angelo Gennaccaro ha ringraziato Garbin e rilevato che è difficile abbattere le discriminazioni, ma l’obiettivo è garantire i diritti di tutti.

Link riprese video (Consiglio provinciale di Bolzano/GNews):
Imm relazione Priska Garbin - centro tutela contro discriminazioni

https://we.tl/t-XrKZRkX29XsYQvwV

Priska Garbin IT (mp4+mp3)https://we.tl/t-3Zh09h101BdqvWgz

Read more

Strafbarkeit des bildbasierten sexuellen Missbrauchs

Date of article: 09/09/2026

Daily News of: 10/09/2026

Country:  Germany

Author:

Article language: de

Berlin: (hib/HAU) Der Petitionsausschuss unterstützt die Forderung, bildbasierten sexuellen Missbrauch unter Strafe zu stellen. In der Sitzung am Mittwoch verabschiedete der Ausschuss einstimmig die Beschlussempfehlung an den Bundestag, eine dahingehende Petition dem Bundesministerium der Justiz und für Verbraucherschutz mit dem zweithöchsten Votum „zur Erwägung“ zu überweisen.

 

Mit der Petition wird gefordert, bildbasierten sexuellen Missbrauch unter Strafe zu stellen und Freiheitsstrafen von sechs Monaten bis zu fünf Jahren vorzusehen. Begründet wird das Anliegen unter anderem mit dem Verweis darauf, dass bildbasierter sexueller Missbrauch nach heutigem Recht nicht strafbar sei.

 

In der Begründung zu seiner Beschlussempfehlung macht der Petitionsausschuss darauf aufmerksam, dass das Bundesministerium der Justiz und für Verbraucherschutz am 17. April 2026 einen Referentenentwurf eines Gesetzes zur Stärkung des zivilrechtlichen und strafrechtlichen Schutzes vor digitaler Gewalt vorgelegt habe. Danach solle die Verletzung der Intimsphäre durch das Herstellen oder Zugänglichmachen bestimmter sexualisierter Bildaufnahmen zukünftig unabhängig vom Ort (öffentlich oder privat), der Individualisierbarkeit der Person oder der Herstellungsmethode (reale Aufnahme oder computergeneriert) strafbar sein. Die vorliegende Eingabe halten die Abgeordneten für geeignet, „in die diesbezüglichen politischen Beratungen und Entscheidungsprozesse mit einbezogen zu werden“, heißt es in der Beschlussempfehlung.

Read more

El Defensor del Pueblo Andaluz asiste al acto de apertura del curso académico 2026-2027 de la Universidad de Sevilla

Date of article: 05/09/2026

Daily News of: 10/09/2026

Country:  Spain - Andalusia

Author:

Article language: es

El Defensor del Pueblo andaluz en funciones, Jesús Maeztu, ha asistido hoy al acto solemne de apertura del curso académico 2026-2027 de la Universidad de Sevilla, celebrado en el Paraninfo y presidido por la rectora, Carmen Vargas. Al acto han asistido también el consejero de Universidad, Industria, Energía e Innovación de la Junta de Andalucía, Jorge Paradela; el rector de la Universidad Pablo de Olavide, Francisco Oliva; y el rector de la Universidad de Huelva, José Rodríguez, junto a otras autoridades y representantes de los ámbitos político, económico, social, académico y militar de Sevilla y Andalucía. La lección inaugural ha corrido a cargo del exrector de la Hispalense Joaquín Luque, catedrático de Tecnología Electrónica.

Con su presencia, el Defensor andaluz ha querido acompañar a la comunidad universitaria en el inicio del nuevo curso y poner en valor el papel de la universidad pública en la formación, la investigación y la igualdad de oportunidades. Durante su intervención, la rectora ha reclamado una financiación «real, suficiente, estable y previsible» que permita planificar, renovar plantillas, impulsar la investigación y modernizar las infraestructuras, al tiempo que ha expresado la voluntad de diálogo y cooperación de la Universidad de Sevilla con la Junta de Andalucía.

Read more

Pensions, Diplomas And Medical Care For Citizens Have Been Blocked For Years Between Balkan Administrations, The Ombudsman Proposes In Istanbul To Prioritize The Treatment Of These Complaints

Date of article: 04/09/2026

Daily News of: 10/09/2026

Country:  Albania

Author:

Article language: en

Istanbul-Endrit Shabani, in his capacity as President of the Mediterranean People’s Advocates Organization, participated today in the Balkan People’s Advocates Forum in Istanbul. The forum was organized by the Turkish People’s Advocate Institution and opened by the Governor of Istanbul, Davut Gül.

The People’s Advocate of Albania presented the tripartite memorandum already in force between Albania, Kosovo and North Macedonia and called for its expansion to the entire Balkans.

Shabani illustrated the problem with the case of an Albanian immigrant whose pension file remained blocked for years between two administrations.

“The money on the phone is gone in a second. The pensioners are gone in a year. Askush is not going to be able to do that until the memorandum is signed, he is going to be able to ask for a divorce,” said Shabani.

“We have many forums to discuss, but few procedures to address common challenges. We don’t need a new structure, we need mechanisms that work within our existing structures,” said the People’s Advocate of Albania.

Shabani proposed to the regional institutions the establishment of a common practice for referring complaints, and a joint annual statement on the state of human rights in the region.

Read more

Support for Hospice Care Means Support for Human Dignity

Date of article: 07/09/2026

Daily News of: 10/09/2026

Country:  Slovenia

Author:

Article language: en

“Hospice care does not belong on the margins of society, but within the community. We must make palliative care more accessible to people throughout Slovenia, as dignified end-of-life care must not depend on one’s postcode,” emphasizes Human Rights Ombudswoman Dr Simona Drenik Bavdek.

The Ombudswoman is responding to statements by residents of a neighbourhood in the City Municipality of Maribor, where the municipality is planning to establish a dementia centre and a regional hospice. Dr Drenik Bavdek recognizes that planning a large facility in a residential area may raise questions about the size of the building, traffic, access, green spaces and compliance with spatial planning regulations. These issues require transparent procedures, timely information and a genuine opportunity for public participation. “At the same time, concerns arising from fear of dying, sick people or hearses demonstrate how essential it is to understand the mission of hospice care and dispel prejudices. Dying and death have a place in the community because they are part of life. Human dignity must also be protected at the end of life,” she states.

The Ombudswoman welcomes the efforts of the City Municipality of Maribor to provide accessible palliative and hospice care, which is an essential part of a humane, safe and dignified society. Slovenia currently has only one inpatient hospice, while expert assessments indicate that at least six are needed. “When a person is experiencing severe health problems or approaching the end of life, they and their family need support and peace above all. At such a time, searching for information about available support, negotiating with service providers or making frequent journeys to Ljubljana represents a burden that is simply unacceptable today for a welfare state such as Slovenia,” the Ombudswoman emphasizes.

A hospice is not a hospital or a care home for older people, but a place that provides comprehensive support to people with incurable illnesses in the final stage of life, when care at home is no longer possible or would place too great a burden on the patient and their loved ones. Well-designed hospice care does not diminish the importance of care at home; it complements it and provides families with professional assistance, respite and a safe environment.

The Human Rights Ombudsman of the Republic of Slovenia (Ombudsman) notes that, according to some data, almost one in ten residents of Slovenia is involved in caring for an older person in need of assistance, a chronically ill relative or a relative with a disability. Dr Drenik Bavdek expresses her profound gratitude and respect to all institutions, professionals and the many volunteers who care for seriously ill people and enable them to take their leave with dignity. She pays special tribute to family members who care for ill and dying loved ones on their own, often without sufficient professional, financial and psychosocial support.

No system can function without informal carers, yet their burdens and distress often remain insufficiently recognized. The state must therefore distribute care more fairly between formal and informal forms of care, enable people to reconcile their working lives with caring for a loved one, and provide clear information on where they can turn during the most difficult periods of their lives.

The Ombudsman points out that the Constitution of the Republic of Slovenia, international human rights treaties and legislation oblige the state to protect human dignity and equality and to ensure access to health and social services. Everyone, regardless of where they live, must have access to support that enables them to live and die with dignity. The decentralization of palliative care is therefore a matter of equality and the effective realization of human rights, not merely a question of how services are organized.

The Ombudsman has long been drawing attention to staff shortages in health and social care, the closure of units in care homes for older people, long waiting times for institutional care, overstretched emergency departments and insufficient capacity for rehabilitation, nursing and palliative care. It also points to a shortage of community-based services, such as home-help services, community nursing, palliative care, assisted living and emergency accommodation. These gaps leave many older people to cope on their own, leading to feelings of helplessness, loneliness and distress, while the consequences are often borne by their relatives as well. In the Ombudswoman’s view, this too is unacceptable.

The Ombudsman records a high proportion of substantiated complaints in the areas of social security, health insurance, pension insurance and disability insurance, which very often concern the realization of older people’s rights. “This shows that violations are not isolated incidents, but recurring systemic problems. Access to services for older people in Slovenia is markedly unequal, which is contrary to the constitutionally guaranteed principle of equality. There are significant differences between municipalities in access to home-help services, community nursing, palliative care and other services, meaning that older people’s quality of life depends to a large extent on where they live,” said the Ombudswoman. The development of palliative, hospice and other community-based services must form part of the state’s systemic response to these challenges.

The Ombudswoman calls on everyone involved to engage in respectful dialogue that addresses residents’ concerns while seeking solutions. She also calls on the state to establish, without further delay, a stable network of palliative and hospice care throughout Slovenia, ensure a sufficient number of appropriately trained staff and effectively integrate health, social care and community services. In doing so, the state must consistently implement the recommendations of independent oversight bodies and ensure that rights do not remain merely on paper.

Read more

Link to the Ombudsman Daily News archives from 2002 to 20 October 2011