La Difensora civica in visita alla Commissaria del Governo Travaglini
Date of article: 24/04/2026
Daily News of: 05/05/2026
Country:
Italy
- Bolzano
Author:
Article language: it
Date of article: 24/04/2026
Daily News of: 05/05/2026
Country:
Italy
- Bolzano
Author:
Article language: it
Date of article: 20/04/2026
Daily News of: 05/05/2026
Country:
United Kingdom
Author:
Article language: en
The Parliamentary and Health Service Ombudsman (PHSO) has launched its new five-year strategy, marking a renewed commitment to delivering fair and impartial justice for individuals and a greater focus on its role in improving public services.
The Ombudsman investigates complaints ranging from issues with child maintenance, driving licences and immigration, to serious failings in the NHS, including delayed treatment, misdiagnosis and avoidable harm.
The new strategy, running from April 2026 to March 2031, sets out a vision to become a more established and influential voice in public service improvement, raising standards and driving system-level change across the NHS, government departments and other public bodies.
Alongside providing independent redress for individuals, the organisation will take a more active role in using complaints data and wider evidence to identify risks, prevent harm and strengthen accountability.
The strategy focuses on three priorities:
The strategy also announces a new chapter for the future of PHSO. In late 2026 the PHSO will be changing its name to better reflect the wider mission to improve public services, becoming the Public Service Ombudsman. The change will make it clearer what the organisation does, helping more people understand how it can support them and how it uses complaints to improve public services.
Ombudsman Paula Sussex CBE said:
“Public services are under immense pressure, and trust between citizens and the state is fragile. Mistakes will happen – how those mistakes are addressed, and what is learned from them, is crucial to rebuilding that trust.
“People need to know their voice will not disappear into the system and that their voices can lead to meaningful change.
“Our strategy marks a new chapter. Alongside delivering fair outcomes for individuals, we will take a more active role in helping public services learn from mistakes, prevent harm and improve for everyone.
“This means identifying risks earlier, identifying and tackling root causes with partners, and strengthening accountability across public services.
“Our name change reflects our mission — creating a clear, recognisable identity so people can find us, understand what we do, and trust our role in shaping better public services.”
The work of PHSO takes place in a challenging environment where demand for Ombudsman services is increasing. Last year, the NHS received more than 256,000 written complaints - almost double the number a decade ago - while PHSO considered over 43,000 complaints, over 14% higher than the year before.
The cost of failing to learn from complaints is significant. Statutory inquiries exceeded £130 million last year, and the NHS spends billions treating harm that could have been prevented. Complaints provide an early warning of where services are going wrong and must be used to drive improvement, not just respond when things go wrong.
Date of article: 28/04/2026
Daily News of: 05/05/2026
Country:
Italy
Author: National coordination of the Italian regional ombudsmen
Article language: it
Editoriale di Marino Fardelli
Presidente del Coordinamento nazionale dei Difensori civici italiani e Difensore civico della Regione Lazio
Uno degli elementi più preziosi per il buon funzionamento di una democrazia è la fiducia tra cittadini e istituzioni. È un legame spesso invisibile, ma fondamentale: quando i cittadini percepiscono le istituzioni come giuste, accessibili e capaci di ascolto, il rapporto con lo Stato diventa più sereno, più partecipato e più costruttivo.
Negli ultimi anni, tuttavia, questo rapporto ha conosciuto momenti di difficoltà. La complessità delle procedure amministrative, la lentezza di alcune decisioni, la distanza percepita tra cittadini e apparati pubblici hanno alimentato in molti casi un sentimento di sfiducia.
Molte persone, quando incontrano un problema con la pubblica amministrazione, hanno la sensazione di trovarsi di fronte a un sistema difficile da comprendere e ancora più difficile da modificare. Spesso non sanno a chi rivolgersi, come far valere le proprie ragioni o quali strumenti possano utilizzare per ottenere una risposta.
È proprio in questo spazio che si inserisce il lavoro, spesso discreto ma fondamentale, della difesa civica.
Il Difensore civico rappresenta un punto di riferimento per i cittadini che incontrano difficoltà nei rapporti con la pubblica amministrazione. Il suo compito è quello di ascoltare, verificare e intervenire quando emergono disfunzioni amministrative, ritardi o situazioni che rischiano di compromettere i diritti delle persone.
Si tratta di un lavoro che raramente occupa le prime pagine dei giornali, ma che incide in modo concreto nella vita quotidiana dei cittadini.
Ogni pratica esaminata, ogni segnalazione accolta, ogni intervento che contribuisce a sbloccare una situazione amministrativa rappresenta un piccolo passo verso la ricostruzione di un rapporto più equilibrato tra cittadini e istituzioni.
La forza della difesa civica sta proprio nella sua capacità di operare come luogo di mediazione e di equilibrio. Non si tratta di contrapporre cittadini e amministrazioni, ma di favorire il dialogo, chiarire le procedure, individuare soluzioni che consentano di superare incomprensioni e rigidità burocratiche.
Molto spesso dietro un conflitto amministrativo non c’è una violazione intenzionale dei diritti, ma un problema di comunicazione, una norma interpretata in modo eccessivamente formale o semplicemente un sistema amministrativo che fatica ad adattarsi alla complessità delle situazioni reali.
La difesa civica interviene proprio per riportare il rapporto su un terreno di correttezza, trasparenza e ragionevolezza.
In questo senso il Difensore civico svolge anche una funzione più ampia: contribuisce a migliorare il funzionamento delle istituzioni. L’analisi delle segnalazioni dei cittadini, l’individuazione delle criticità ricorrenti e il dialogo con le amministrazioni permettono infatti di individuare margini di miglioramento nei servizi pubblici.
Ogni problema risolto diventa così anche un’occasione per rendere l’amministrazione più efficiente, più trasparente e più attenta alle esigenze della comunità.
Ricostruire la fiducia tra cittadini e istituzioni non è un processo immediato. Richiede tempo, coerenza e soprattutto la capacità delle istituzioni di dimostrare, nei fatti, la propria attenzione verso i diritti delle persone.
La difesa civica contribuisce a questo processo con un lavoro quotidiano fatto di ascolto, dialogo e ricerca di soluzioni. È un ruolo silenzioso, ma profondamente democratico: quello di garantire che, anche nei momenti di difficoltà, il cittadino non si senta mai solo di fronte alla pubblica amministrazione.
Quando le istituzioni sanno ascoltare, quando sono disponibili a correggere i propri errori e quando mettono al centro il servizio alla comunità, la fiducia può tornare a crescere.
Ed è proprio in questo spazio di equilibrio tra diritti, amministrazione e responsabilità pubblica che la difesa civica continua a svolgere la propria missione: rafforzare il rapporto tra cittadini e istituzioni, contribuendo ogni giorno alla qualità della nostra democrazia.
Date of article: 27/04/2026
Daily News of: 05/05/2026
Country:
Sweden
Author:
Article language: en
Date of article: 22/04/2026
Daily News of: 05/05/2026
Country:
Belgium
Author:
Article language: fr
Aujourd’hui (mercredi 22 avril 2026), le Médiateur fédéral présente son Rapport annuel 2025 à la Chambre des représentants. Pour les médiateurs fédéraux, Jérôme Aass et David Baele, « une administration fiable » constitue le fil conducteur de ce rapport. Les plaintes des citoyens et des entreprises, ainsi que les signalements de lanceurs d’alerte, constituent des signaux qui offrent l’opportunité de renforcer la fiabilité des autorités. « Les citoyens et les entreprises doivent pouvoir compter sur les autorités. Quiconque introduit une demande, paie des impôts, a besoin d’une allocation, demande un visa, etc., s’attend à de la clarté, de la prévisibilité et un traitement correct et consciencieux dans un délai raisonnable » soulignent les médiateurs.

Le Médiateur fédéral a enregistré 10 461 dossiers en 2025. Il a reçu 6269 plaintes et 4192 demandes d’information. Le nombre de plaintes reçues par le Médiateur fédéral en 2025 a de nouveau augmenté par rapport aux années précédentes et se rapproche une fois encore du niveau atteint lors du pic de 2023. Dans toutes les plaintes pour lesquelles le Médiateur fédéral est intervenu auprès de l’administration en 2025, une solution a été trouvée ou la situation a été clarifiée dans 4 cas sur 5 (81%)
Toutes les plaintes ne portent pas sur des problèmes de l’administration. Il suffit parfois que le Médiateur fédéral, depuis sa position neutre et indépendante, explique de manière compréhensible une réglementation complexe ou une décision correcte de l’administration.
En 2025, la majorité des plaintes portaient à nouveau sur des dossiers liés à la migration (44 %). Il s’agit principalement de plaintes relatives au traitement des demandes de visa. Ces plaintes sont variées : elles concernent les longs délais d’attente, une information et une communication insuffisantes, un manque de motivation des décisions, ainsi qu’une attention insuffisante à la situation spécifique ou aux droits fondamentaux du citoyen. Le Médiateur fédéral publiera prochainement un rapport sur les problèmes structurels à l’origine du nombre élevé et persistant de plaintes dans les dossiers liés à la migration.

Le nombre de demandes d’information continue également d’augmenter. Environ la moitié d’entre elles portent sur des matières fédérales. L’autre moitié concerne des sujets qui ne relèvent pas de la compétence du Médiateur fédéral. Cela montre que les citoyens sont en quête d’une information fiable. Il demande dès lors aux administrations fédérales, d’informer et de communiquer de manière aussi proactive et claire que possible.
« Une administration fiable répond aux attentes légitimes des citoyens. Lorsque les orientations prises ou des décisions administratives ont des conséquences importantes sur les droits des citoyens ou leur vie quotidienne, il est essentiel que les administrations tiennent compte des attentes qu’elles ont elles-mêmes fait naître. En 2025, nos dossiers nous ont une nouvelle fois démontré à quel point la confiance peut être rapidement mise à mal lorsque cette fiabilité vacille — et à quel point elle peut se rétablir lorsque l’administration écoute, explique et propose des solutions. » explique le médiateur fédéral, Jérôme Aass.
Voici quelques exemples de dossiers pour lesquels le Médiateur fédéral a engagé un dialogue avec l'administration :
Pieter perçoit une pension au taux ménage et son épouse travaille comme accueillante d’enfants. En raison de l’absence de plusieurs enfants, son épouse perçoit pour ces jours une allocation de l’ONEM. Il alors reçoit un courrier du Service des pensions lui demandant de rembourser 1 600 euros, car ce revenu de remplacement de l’ONEM ne peut être cumulé avec une pension au taux ménage. Le Médiateur fédéral et le Médiateur des pensions estiment qu’il devrait être possible pour les citoyens de rembourser volontairement une allocation de l’ONEM. si cela leur permet d'obtenir ou de conserver une pension plus avantageuse.
|
Une administration fiable :
|

En 2025, le Centre Intégrité du Médiateur fédéral a traité 826 nouveaux dossiers : 766 signalements de lanceurs d’alerte et 60 dossiers de protection. Ces chiffres montrent une légère augmentation (+61 dossiers) du nombre total de dossiers de lanceurs d’alerte par rapport à 2024. Le nombre de signalements provenant du secteur public fédéral reste stable (89 signalements), tandis que les signalements issus du secteur privé continuent d’augmenter (passant de 547 signalements en 2024 à 613 en 2025).
44 % des lanceurs d'alerte dans le secteur privé et 26 % dans le secteur public choisissent de signaler anonymement, probablement dans l’idée que cela offre une meilleure protection. Les signalements anonymes sont toutefois souvent plus difficiles à traiter et sont, dans la plupart des cas, déclarés irrecevables, faute pour le Centre Intégrité de disposer d’éléments suffisants pour étayer le dossier et en assurer le suivi. Afin d’améliorer la communication avec les lanceurs d’alerte anonymes, ceux-ci peuvent, depuis le milieu de l'année 2025, utiliser un nouvel outil de signalement anonyme mis en place par le Médiateur fédéral.
Il y a environ trois ans, la directive européenne sur les lanceurs d’alerte a été transposée en droit belge. Il s’agissait d’une avancée importante pour les lanceurs d’alerte et, plus largement, pour la promotion de la bonne gouvernance dans les secteurs public et privé. L’application de cette législation a toutefois mis en lumière un certain nombre de défis et de lacunes. En décembre 2025, le Médiateur fédéral a transmis à ce sujet une évaluation aux ministres compétents, comprenant un aperçu des points d’attention ainsi que plusieurs propositions d’adaptation de la législation. Il a également transmis un rapport au président de la Chambre à ce sujet.
Dans le secteur privé, 16,5 % des signalements introduits auprès du Médiateur fédéral ont été déclarés recevables, contre 11,5 % dans le secteur public fédéral. Cela signifie que la majorité des signalements sont irrecevables et, dans plus de la moitié de ces dossiers, la raison en est que les faits signalés ne se sont pas produits dans un contexte professionnel. Cela témoigne d’un manque de connaissance de la législation relative aux lanceurs d’alerte, qui est particulièrement complexe.
Par la publication d’un guide des lanceurs d’alerte, l’organisation de webinaires, la mise à disposition d’informations claires et d’outils de signalement orientés utilisateurs sur son site internet, le Médiateur fédéral met déjà tout en œuvre pour informer au mieux les lanceurs d’alerte sur ce qu’ils peuvent signaler et sur la manière de le faire. Par ailleurs, une simplification de la législation ainsi qu’une clarification de certains de ses aspects s’imposent.
Dans le secteur privé, en 2025, plus de la moitié des signalements de lanceurs d’alerte concernaient des cas de fraude sociale (347 sur 613 signalements). La majorité de ces signalements ont été déclarés irrecevables. La législation ne définit pas clairement ce que recouvre cette notion, ce qui conduit les différentes autorités compétentes pour traiter ces signalements à interpréter et appliquer cette notion de manière parfois divergente. Afin de garantir la sécurité juridique et de renforcer la protection des personnes qui signalent des infractions en matière de fraude sociale, le Médiateur fédéral estime qu’il est essentiel de clarifier la notion de « fraude sociale » dans la législation relative aux lanceurs d’alerte.
Link to the Ombudsman Daily News archives from 2002 to 20 October 2011